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McCain e il concerto di Woodstock

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Forse non vincerà le presidenziali, intanto però John McCain ha messo a segno una battuta davvero memorabile nei confronti di Hillary Clinton. La senatrice di New York e frontrunner democratica ha proposto nei giorni scorsi la realizzazione di un Museo che ricordi il concertone di Woodstock del 1969. Costo? Un milione di dollari. Il senatore dell’Arizona, che in quegli anni era prigioniero di guerra in Vietnam e fu torturato nel famigerato “Hanoi Hilton”, ha colto l’occasione del dibattito tra i candidati repubblicani - tenutosi ad Orlando il 21 ottobre - per assestare un colpo ad effetto alla ex First Lady. “Ho saputo – ha detto con fare ironico – che la senatrice Clinton sta cercando di spendere un milione di dollari per un Museo rievocativo del concerto di Woodstock. Bene, amici, io non ero lì, però sono sicuro che sia stato un evento culturale e farmaceutico. Sapete, ero bloccato altrove…”. McCain ha ricevuto una standing ovation (l’unica della serata) da parte del pubblico. E Time lo ha giudicato il più efficace dei candidati impegnati nel dibattito. Insomma, chi lo dava per morto (un po’ anche noi) dovrà ricredersi.

 Vale la pena ricordare che il senatore McCain ha lavorato negli anni ’90 affinché gli Stati Uniti riallacciassero le relazioni diplomatiche con il Vietnam. Impresa non facile, perché le ferite di quella, come di ogni guerra, sono profonde e difficili da rimarginare. Nell’aprile del 2000, l’ex veterano ha visitato il Vietnam ed è tornato nella prigione dove era stato torturato 30 anni prima. “Il mio compito – dichiarò all’Associated Press, in quell’occasione - è di celebrare l’inizio e il proseguimento di una nuova stagione nei rapporti tra gli Stati Uniti e il Vietnam”.

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