Medio Oriente. Premier Netanyahu cercherà dialogo per la pace
25 Marzo 2009
di Redazione
Incontrando a Gerusalemme uomini d’affari ebrei, arabi e stranieri, il premier designato Benyamin Netanyahu (Likud) ha assicurato il proprio impegno per la pace in Medio Oriente, dichiarando "Negozierò con l’Autorità nazionale palestinese per la pace". Ha poi aggiunto: "La sicurezza, la prosperità e la pace sono legate fra loro".
Queste dichiarazioni sono giunte il giorno dopo annuncio dell’ingresso nel suo governo del partito laburista di Ehud Barak e dopo che il presidente Usa Barack Obama aveva espresso preoccupazione per il futuro dei negoziati israelo-palestinesi.
La leader del partito centrista israeliano Kadima e ministro degli Esteri uscente, Tzipi Livini, si è detta "rattristata" per l’accordo di governo raggiunto dal partito laburista con la coalizione di destra in via di formazione. "Ieri abbiamo assistito a una espressione di brutta politica" ha detto Livni aggiungendo di ritenere che Barak – ministro della Difesa al suo fianco nel governo uscente e destinato dopo le intese di ieri a mantenere la stessa poltrona nel futuro gabinetto di destra guidato dal Likud – abbia contribuito "ad accrescere la sfiducia dei cittadini verso la politica". Kadima – confermatosi primo partito del Paese alle elezioni del 10 febbraio, ma privo di una maggioranza autonoma – non entrerà nel nascente governo Netanyahu e intende guidare l’opposizione, ha ribadito Livni, concludendo: "questo è un governo che non ha valori basilari" ha spiegato, osservando che "la stabilità non è un valore in sé".
Obama ha rilevato che il governo israeliano non si è ancora costituito e che si ignora che direzione prenderà nei confronti dei palestinesi in futuro: "noi prenderemo il caso seriamente dal primo giorno e cercheremo di spingere le due parti in una direzione che riconosca le realtà. Quanto all’efficacia di questi negoziati, io penso che occorre attendere per vedere", ha infine concluso il presidente americano.
