Milano. Fallimento della Ies, 5 arresti per bancarotta e ricettazione fallimentare
26 Maggio 2009
di Redazione
Sono 5 gli arresti messi a segno dagli agenti della Questura di Milano, su ordine di custodia cautelare firmata dal gip Nicola Clivio, nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della Ies. Gli arrestati, secondo gli investigatori, sono i "responsabili di una rilevante e sistematica attività di distrazione, dissipazione e corrispondente ricettazione del patrimonio" della società specializzata nel settore della sicurezza, poi dichiarata fallita. Nell’operazione, che ha visto impegnati gli uomini della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, sono state effettuate 19 perquisizioni domiciliari, eseguite in collaborazione con le Questure di Milano, Roma, Ravenna, Viterbo, Rimini, Perugia, Catania, Caserta.
In manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta fraudolenta documentale e ricettazione fallimentare è finito V.B., 56 anni. In quattro dovranno rispondere, invece, di ricettazione fallimentare: M.M., 63 anni, M.M e F.G., entrambi di 39 anni e R.D., di 36 anni. Per gli inquirenti è il 56enne "la figura di riferimento della società" e il responsabile, tra il 2004 e il 2007, "di distrazione e dissipazione patrimoniale con costante depauperamento del patrimonio sociale realizzato al solo scopo di arricchirsi personalmente".
Un danno di "circa un milione di euro, oltre a migliaia di computer illecitamente sottratti al patrimonio societario". Dal gennaio scorso l’indagine ha permesso di ricostruire la cessione di attrezzature della Ies alla Global Intelligence srl, avente lo stesso oggetto sociale. Una procedura attuata anche nei confronti della Italcons srl che avrebbe permesso al 56enne "di continuare la propria attività imprenditoriale nel settore strategico del noleggio attrezzature e nella esecuzione delle intercettazione su incarico dell’autorità giudiziaria". Attualmente la stessa Italcons è in liquidazione, ma "V.B. ha cercato -secondo l’accusa- di fare confluire sulla Global Service i solidi rapporti commerciali già avviati con diversi uffici giudiziari". La ricettazione delle attrezzature dalla Ies e dalla Italcons e indirizzato alla Global Service avrebbe visto il concorso di M.M., amministratore di fatto della Global Service, A.N., amministratore unico della medesima società, F.G., direttore tecnico e R.D., tecnico operativo.
