Milano. Stuprata fuori dalla discoteca, fermati due marocchini
24 Maggio 2009
di Redazione
Stava aspettando gli amici fuori dalla discoteca dove aveva trascorso una serata dark quando un uomo, marocchino, l’ha avvicinata e dopo averla invitata a seguirla nei giardinetti vicini l’ha trascinata con la forza, l’ha sbattuta per terra e l’ha stuprata. E dopo di lui un altro marocchino l’ha aggredita ancora. Lei però, nonostante lo choc e i segni della violenza, è riuscita a reagire, a liberarsi dalla morsa di quelle braccia che la stavano stritolando, ed è scappata.
Si è trasformata in un incubo la nottata di Federica M., 30 anni, ragazza dark venuta a Milano da uno dei paesi della provincia, per andare allo Zoe, la discoteca di piazza Anita Garibaldi, zona Baggio, dove era stata organizzata una festa a tema. Nel locale ha ballato, ha bevuto qualche birra e poi, poco prima delle sei, con il cielo già chiaro, è uscita. Lì fuori, in mezzo ad altra gente, è rimasta in attesa degli amici che si stavano attardando. Voleva andare a casa e invece in un baleno è accaduto il peggio.
Un uomo, un nordafricano, le si è parato davanti. Prima l’ha invitata a seguirla nel parco vicino, ma davanti a un secco "no, lasciami stare", lui ha usato la forza: l’ha trascinata e le ha detto anche di voler avere un rapporto sessuale. Lei, nonostante fosse confusa e spaventata, l’ha implorato, ha cercato di resistere, ma inutilmente. Dopo lo stupro e la fuga dell’uomo, mentre la donna era ancora lì, è comparso un altro sconosciuto,anche lui con la carnagione scura. Subito ha mostrato chiaramente le sue intenzioni: l’ha palpeggiata, toccata è ha iniziato ad andare sul pesante ma lei è riuscita a divincolarsi.
È stata ritrovata non molto lontano, in via Anselmo da Baggio, seduta su un marciapiede mentre piangeva a dirotto e con gli indumenti sporchi di terra, da una volante della polizia. Prima di essere trasportata alla clinica Mangiagalli, per le prime cure del Servizio Violenza Sessuale, la trentenne ha descritto i suoi due aggressori non tralasciando un particolare: il primo le aveva strappato dal polso un bracciale di cuoio borchiato. Bracciale che è stato trovato in tasca a un marocchino, Mansour Toufik, 25 anni, irregolare, con piccoli precedenti, bloccato dalla polizia pochi istanti dopo a pochi metri di distanza, in via Quinto Romano, mentre stava litigando in modo animato con la sua fidanzata.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e poco dopo è finito in carcere anche un suo connazionale Said Ait Moha, 45 anni, regolare, fermato in una cascina semi abbandonata nei dintorni. I due, da quanto è stato accertato, non si conoscono, ma ieri in tarda mattinata sono stati riconosciuti dalla donna come i suoi aggressori.
A Milano, secondo i dati diffusi dal vice sindaco Riccardo De Corato, dall’inizio dell’anno i casi di violenza sessuale sono stati 25. In 23 casi i responsabili sono stranieri mentre le vittime sono al 50% italiane o straniere.
