Minori. Bimba “rapita” dai genitori, in Svizzera finisce la fuga
28 Luglio 2010
di Redazione
È stata interrotta nella notte in Svizzera la fuga dei genitori della piccola Anna Giulia, la bimba di cinque anni che era stata prelevata 12 giorni fa dalla casa vacanze nella quale si trovava a Marina di Massa il 16 luglio scorso. La bambina, che era con loro, è stata affidata intanto a un tutore.
Il legale della coppia, l’avvocato Raffaele Miraglia di Modena, ha detto di aver avuto la notizia al telefono dai suoi assistiti, che nella serata sono stati portati a Massa dove sono indagati per la sottrazione della bambina. "Domani andrò anche io in Toscana – ha detto Miraglia – per l’eventuale interrogatorio di garanzia".
Anna Giulia, sempre a quanto ha appreso l’avvocato, è stata riaffidata alla tutrice: "Non so se dormirà a casa sua", ha commentato. Miraglia ha raccontato che, da quanto gli è stato riferito, la bambina "ha avuto una reazione bruttissima" al momento del distacco dai genitori. "La madre si è sentita male", ha detto ancora, mentre i genitori, ha aggiunto, hanno ribadito di aver trascorso con la figlia "i giorni più belli della loro vita".
Anna Giulia era stata prelevata dai genitori venerdì 16 luglio in una casa vacanze gestita dalle suore del Cenacolo Francescano di Reggio Emilia a Marina di Massa, in Versilia. Appena due giorni prima la bambina aveva compiuto 5 anni. Il Tribunale per i minorenni di Bologna aveva sospeso la potestà genitoriale ai genitori il 7 agosto 2008, affidando la bambina ai servizi sociali. Già il 5 marzo scorso, durante un incontro protetto con la figlioletta a Reggio Emilia, i genitori avevano distratto un’assistente sociale e avevano preso la piccola, fuggendo verso la Slovenia.
Quattro giorni dopo, grazie anche ad una lunga trattativa con la nonna paterna, la Squadra Mobile reggiana aveva rintracciato i fuggitivi e li aveva raggiunti a Rabuiese (Trieste). Ma la vicenda non era conclusa. Il 5 aprile il padre e la madre della bimba si erano incatenati davanti al Colosseo, a Roma, raccontando poi la loro storia alle telecamere della trasmissione di Raitre Chi l’ha visto?‘. E il 3 maggio Massimiliano Camparini e Gilda Fontana avevano scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiedendogli un aiuto per cercare di risolvere la situazione.
Infine, il 16 luglio i genitori si erano presentati nella casa di San Francesco a Marina di Massa, dove Anna Giulia era ospite per le vacanze estive, e l’avevano prelevata. Il loro legale, l’avvocato modenese Francesco Miraglia, dal primo momento aveva detto che genitori e figlia stavano bene assieme e che la bimba era "serena e felice". Sulle loro tracce si erano subito messi i carabinieri di Massa Carrara e la questura di Reggio Emilia. Appena martedì pomeriggio il legale aveva diffuso una dichiarazione dei genitori: "Continueremo a stare dove stiamo", avevano fatto sapere padre e madre, aggiungendo che la "superficialità degli interventi" del sottosegretario Carlo Giovanardi, del presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna Maurizio Millo (che si erano detti disponibili a valutare la vicenda ma solo dopo la "liberazione" della bimba), della tutrice Sabrina Tagliati, dei familiari, dei politici e avvocati "che non hanno nulla a che fare con la loro vicenda", li aveva convinti sempre di più "di aver scelto la strada migliore e di continuare a stare lontano da questa giustizia".
Proprio di "malagiustizia" ha parlato più volte l’avvocato Miraglia, sostenendo tra l’altro che non erano vecchi problemi di tossicodipendenza dei genitori, in particolare del padre, ad aver allontanato la bimba dai genitori, ma presunte "condizioni fatiscenti" del loro alloggio. Appena due giorni fa, lunedì, si è svolta davanti al Tribunale per i minori di Bologna, nella centrale via del Pratello, una manifestazione promossa da alcune associazioni di genitori che vivono situazioni analoghe a quelle dei Camparini. In questi due anni, tra l’altro, più volte la nonna materna, Liana Cartinazzi, aveva chiesto di poter avere la custodia di Anna Giulia (la donna aveva già cresciuto il primo figlio di Gilda, oggi maggiorenne), ma i servizi sociali reggiani hanno dato una risposta negativa.
