Minzolini “celebra” Craxi al Tg1 e Di Pietro annuncia querele

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Minzolini “celebra” Craxi al Tg1 e Di Pietro annuncia querele

14 Gennaio 2010

Augusto Minzolini di nuovo nel mirino. Il direttore del Tg1 ha "celebrato" con un editoriale Bettino Craxi e Antonio Di Pietro ha impugnato l’ascia di guerra. "Querelerò Augusto Minzolini e lo denuncerò alle Camere e al Paese per le sue affermazioni", ha detto Antonio Di Pietro, intervistato in diretta dalla trasmissione Otto e Mezzo dell’emittente La7. "Sarà la storia a giudicare Bettino Craxi come statista – ha continuato il leader dell’Idv – Io l’ho indagato come magistrato e non spetta a me stabilire se era uno statista. E’ stato condannato perché aveva tre conti correnti non per il partito ma per se stesso, era un corrotto e ha fatto il latitante".

Ecco, allora, qualche estratto dell’editoriale sotto accusa. "Craxi è stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda, una democrazia costosa permise al paese di restare per cinquant’anni nel mondo libero". E’ uno dei passaggi del pensiero di Minzolini (edizione delle 20) dedicato al segretario del Psi di cui ricorre il decennale della morte il 19 gennaio.

"Della sua figura si discute molto, c’é chi vorrebbe dedicargli una strada, chi si oppone, chi lo considera un grande uomo e chi un mezzo delinquente. E’ arrivato il momento – ha detto Minzolini – di guardare alla sua vicenda con gli occhi della storia". "Basti pensare – ha spiegato – che il reato portante di Tangentopoli, cioé il finanziamento illecito ai partiti, era stato oggetto di un’amnistia appena due anni prima, un colpo di spugna che preservò alcuni e dannò altri. La verità è che a un problema politico fu dato una soluzione giudiziaria e l’unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioé Craxi, fu spedito alla ghigliottina".

Minzolini ha quindi ricordato che in quegli anni si "alterò l’equilibrio nel rapporto tra politica e magistratura" e che questo "per quasi un ventennio ha fatto cadere governi per inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte e che ha lanciato nell’agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti e già per questo avrebbero dovuto dimostrare di non essere di parte".

A giudizio del direttore del Tg1, Craxi "non ha nessun bisogno di nessuna riabilitazione" e che per la storia "va già ricordato oggi come uno statista".