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MO, scende il sostegno al terrorismo, tranne nell’Anp

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Da un sondaggio si rivela che sono sempre meno i mussulmani che in Medio Oriente e in altri paesi islamici sostengono il terrorismo e giustificano attentati suicidi o altre forme di violenza in nome dell’Islam. L’unico paese a fare eccezione è la Palestina.

 È quanto annuncia un gruppo di analisti americani del Pew Research Center. Secondo gli analisti sarebbe dimezzata, rispetto al 2002, la percentuale di islamici che appoggia gli attacchi kamikaze.

In Libano, per esempio, cinque anni fa si stimava che il 74% della popolazione fosse sostenitrice dei kamikaze, mentre oggi questa percentuale è scesa al 34%. Dati simili si registrano anche in Bangladesh, Pakistan, Giordania e Indonesia, dove la maggior parte dei musulmani ritiene che gli attentati siano accettabili soltanto in rarissimi casi.

Tra tutti i paesi per cui è stato possibile raccogliere i dati, fa eccezione soltanto la Palestina, in cui ben il 70% della popolazione è ancora convinta che gli attacchi contro i civili possano essere spesso o qualche volta giustificati. Rimane quindi molto elevata la fiducia ad Osama bin Laden che, seppur in calo rispetto al 2003, viene stimata attorno al 57% degli abitanti.

Negli altri paesi islamici invece il supporto a bin Laden è crollato parallelamente al crollo del sostegno all’estremismo. Questo trend positivo è massimo i Giordania, dove il calo dei consensi al leader terrorista è pari al 56%: ovvero solo un giordano su cinque sembra appoggiare ancora il terrorista.

Meno uniformi risultano invece, stando allo studio del Pew Research Center, le opinioni riguardo a Hezbollah e ad Hamas. Entrambi i gruppi sono visti in maniera fortemente positiva dai palestinesi e godono di buona considerazione anche nei Paesi a predominanza musulmana del Medio Oriente e dell'Asia. La condanna giunge invece dagli islamici che risiedono in Turchia.

Ma ciò che preoccupa di più i musulmani, secondo la ricerca, è la tensione esistente tra sciiti e sunniti, che comporta continue violenze di origine settaria nel territorio iracheno. L'88% dei libanesi, il 73% dei kuwaitiani e il 67% dei pachistani ritiene sempre più grave il conflitto interreligioso, che a parer loro non sarebbe affatto una questione limitata all'Iraq.

Stando a quanto emerge dalla ricerca, si avince che esiste comunque un diffuso sentimento anti-americano, nel mondo islamico: gli Stati Uniti vengono considerati come una potenziale minaccia per il futuro dal 64% dei turchi e dei pachistani. Le percentuali sono ancora superiori in Bangladesh (93%), Marocco (92%) e Malaysia (81%).

In generale,  gli Usa sono stati citati come la principale minaccia militare da 17 dei 47 paesi mondiali complessivamente analizzati e si posizionano al primo posto in questa classifica, davanti all'Iran e anche ad al Qaida.

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