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Moda. Trovato impiccato lo stilista Alexander McQueen

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Alexander McQueen, il 'ragazzaccio' della moda britannica, potrebbe essersi impiccato. Lo stilista, che avrebbe dovuto presentare la sua ultima collezione nella settimana della moda di Parigi, il prossimo 9 marzo, sarebbe a quanto pare caduto in profonda depressione in seguito alla morte della madre Joyce, avvenuta poco più di una settimana fa.

A riportare l'indiscrezione è il tabloid britannico The Sun. "L'ambulanza è arrivata alle 10 presso la sua abitazione", ha detto una fonte al tabloid. "Lo hanno trovato impiccato". La famiglia ha subito chiesto ai media di rispettare la loro "privacy".

"In questo frangente - recita una nota diffusa dall'azienda - è inappropriato esprimere commenti su questa tragica noizia. Siamo distrutti e condividiamo con la famiglia di Lee - il suo vero nome, ndr - una sensazione di shock".

"Siamo stati chiamati dal servizio ambulanza londinese verso le 10.20 del mattino", ha confermato un portavoce della polizia. "Una persona è stato trovato morto presso un'abitazione di Green Street. Si ritiene sia un maschio di 40 anni originario di Londra. I parenti sono stati avvisati ma stiamo aspettando l'identificazione formale prima di rilasciare la sua identità".

"L'autopsia - ha proseguito il portavoce - avrà luogo a tempo debito. La morte è comunque trattata come non sospetta". Alexander McQueen aveva iniziato la sua carriera come apprendista in un atelier di Saville Row, la storica via dei sarti della capitale britannica. Nel 1996, dopo essersi guadagnato il soprannome di 'Hooligan della moda inglese', McQueen venne assunto come stilista in capo presso la parigina Givenchy. Quindi l'ascesa. Ha vinto per quattro volte il premio British Designer of the Year ed è stato nominato Cavaliere per i suoi meriti nel campo della moda.

McQueen era nato nella capitale inglese e aveva 40 anni. Aveva lavorato per Romeo Gigli e per Gucci e di recente le sue creazioni erano divenute le preferite di icone pop come Lady GaGa. Figlio di un tassista dell'East End londinese, McQueen aveva lasciato la scuola all'età di 16 anni per entrare subito nel mondo della moda. Dopo aver lavorato per Savile Row, per Gieves & Hawkes e per celebri costumisti teatrali come Angels e Bermans, a 20 anni McQueen si era trasferito a Milano per lavorare per Romeo Gigli. Nel 1992 era tornato a Londra per completare la propria formazione presso la prestigiosa Saint Martin's School of Art.

Ma la star della new generation di designer britannici raggiunse la notorietà nel 1996, quando diventa giovanissimo il direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano, con cui, fra alti e bassi, era rimasto fino al 2001. Anno in cui aveva lasciato la maison e aveva fatto conoscere il proprio nome nella scena dell'alta moda con sfilate trasgressive al punto di essere definito l'hooligan della moda. Nel 1999, a Londra, realizzò una sfilata provocatoria in cui comparivano la modella Aimee Mullins, con le gambe amputate, che a grandi passi attraversò la passerella su protesi in legno finemente intagliato, e dei robot per la verniciatura delle auto che spruzzavano su abiti di cotone bianco.

Dal 2001 lo stilista era entrato a far parte del gruppo fiorentino Gucci, ed aveva espanso la propria produzione aprendo nuove boutique a Londra, Milano e New York e lanciando sul mercato il profumo Kingdom. Nel 2003 ha collaborato con la Puma per la realizzazione di una linea di scarpe da ginnastica. Negli ultimi tempi lo stile di McQueen esprimeva un bisogno costante di accentuare l'aspetto cupo della libertà, il suo lato gotico.

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