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Morta la poetessa Alda Merini, camera ardente a Palazzo Marino

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Si è spenta oggi a Milano Alda Merini a 78 anni. Merini, considerata una delle più grandi poetesse del novecento, era ricoverata all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia. "Nosocomio - informa una nota - che da anni l'ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita". "Il suo atteggiamento e la sua sensibilità - si legge nel comunicato dell'azienda ospedaliera - hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell'ultimo periodo della sua esistenza".

Le sue condizioni a quanto si è appreso, si sono aggravate tre giorni fa. Intanto nel reparto di oncologia dove era ricoverata sono arrivati i parenti e gli amici più stretti. La divisione, per ordine della direzione, è però chiusa al pubblico.

Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931. Ha esordito giovanissima, a soli sedici anni, sotto l'attenta guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua prima raccolta di poesie, La presenza di Orfeo, uscita da Schwarz nel 1953 con una presentazione di Spagnoletti, ebbe un grande successo di critica. Si sono occupati di lei, fra gli altri, Oreste Macrì, David Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo Batocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni.

"Ogni volta che le telefonavo mi dettava una poesia al telefono, era un fiume inarrestabile". Lo ricorda la dottoressa Luisa Anzaghi, dirigente del Comune di Milano che si è occupata di lei per decenni. "L'ho sentita regolarmente per anni - ha detto - L'ultima volta pochi giorni fa e mi sembrava stesse bene, anzi mi ha detto che era molto impegnata, aveva un sacco di progetti". Il Comune di Milano ha seguito per anni la poetessa che in certi periodi della sua vita si era ridotta ad un vero e proprio stato di indigenza. Per lei era stata chiesta anche l'applicazione della Legge Bacchelli e Merini aveva ottenuto un vitalizio. "Ogni volta che la chiamavo mi dettava una poesia al telefono - ha raccontato ancora Anzaghi - Mi diceva scrivi, scrivi, ha voluto dedicare una poesia anche a mia figlia". Alla dottoressa raccontava spesso la sua vita e i periodi più tristi, soprattutto gli anni trascorsi in manicomio. "Soffriva molto perché pensava di essere stata inadeguata come madre - ha detto Anzaghi - In realtà era una donna tenerissima e parlava continuamente delle figlie e del suo bel nipotino".

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, profondamente rattristato dalla notizia della scomparsa di Alda Merini, in un messaggio alla famiglia ha espresso il commosso rammarico per questa grave perdita della cultura italiana: viene meno, dice il suo messaggio, una ispirata e limpida voce poetica.

"La notizia della scomparsa di Alda Merini mi addolora molto. Perdiamo una delle nostre più grandi poetesse, una donna forte e ironica che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel mondo della cultura italiana. A nome mio e dell'amministrazione provinciale desidero esprimere le più sentite condoglianze ai suoi familiari". È quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Per Walter Verltroni, se ne è andata una "grande voce poetica, tra le maggiori del nostro secondo Novecento, e soprattutto se ne va una donna intensa e difficile, una intellettuale diversa e non incasellabile in alcun modo". 

Intanto, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha messo a disposizione la sede del Comune, Palazzo Marino, per la camera ardente e ha proposto che sia sepolta al Famedio del cimitero monumentale. "Alda Merini - ha osservato il sindaco - è l'esempio di una donna profondamente radicata a Milano, al suo quartiere, alla sua via, alla sua casa che ha saputo dare con la sua arte una testimonianza universale della vita di oggi e delle sue contraddizioni". "Ricordo con commozione - ha aggiunto Moratti - quando Alda la scorsa estate mi regalò una sua poesia, dolcissimi versi che tengo incorniciati nel mio ufficio a Palazzo Marino e testimoniano la sua grande sensibilità e la sua passione. Come tutta la sua opera, riflessioni poetiche di una donna di cultura che ha onorato e amato fino all'ultimo la sua Milano, impegno per il quale nel dicembre del 2002 ha ricevuto la Medaglia d'Oro di Benemerenza Civica".

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