Morto il 17enne in coma dopo aver preso ecstasy al centro sociale Leoncavallo
06 Novembre 2010
di Redazione
La notte di Halloween erano stati male in parecchi alla festa del centro sociale Leoncavallo di Milano. Segno che, probabilmente, era circolata una partita di ecstasy tagliata male e il più grave dei giovani soccorsi dagli operatori del 118, un diciassettenne di Lucca, è morto all’ospedale Niguarda per via di un’emorragia cerebrale e della necrosi di numerosi organi, principalmente del fegato.
Non sono serviti il banchetto informativo sull’abuso di droghe, né una massiccia presenza di vigilantes e di un’ambulanza, in occasione di una festa che il Leoncavallo pensa di abolire. Nel pomeriggio di domenica, i medici del Niguarda avevano pensato a un trapianto per il giovane, poi si sono resi conto, invece, che i danni cerebrali erano importanti e l’ipotesi era sfumata.
Oggi la morte e i suoi genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi, ma l’ unico che potrà essere utilizzato è il cuore. Nel sangue, spiegano i medici, aveva una "quantità spaventosa" di anfetamine e cannabinoidi, non di cocaina. I soccorsi erano stati chiamati per un altro ragazzo che stava male. Poi, però, i soccorritori si erano accorti del diciassettenne lucchese, a terra, accanto a un amico. Era ancora cosciente quando è stato portato a bordo dell’ambulanza, poi è entrato in coma senza mai riprendere conoscenza.
Ora gli agenti della Squadra mobile della Questura di Milano stanno cercando di individuare i ‘pusher’ che gli hanno ceduto l’ecstasy micidiale. A lui e probabilmente ad altri che sono stati male con conseguenze non gravi. Saranno sentiti gli amici con cui era quella notte nell’ambito di un’inchiesta del pm Gianluca Prisco che procedere con tutta probabilità con l’ipotesi di reato di "morte come conseguenza di un altro reato". Nel frattempo, sul Leoncavallo infuria la polemica. Attacca il vicesindaco di Milano e assessore alla Sicurezza milanese Riccardo De Corato: "Molti avranno sulla coscienza la morte del giovane a cominciare dai ‘bravi ragazzi’ del Leoncavallo. Ora più che mai è necessario rompere l’ immobilismo e intervenire: ora che la tragedia della notte di Halloween ha avuto un epilogo drammatico si impone la chiusura dei 13 stabili occupati abusivamente dai centri sociali".
Risponde il portavoce del centro sociale milanese, Daniele Farina: "Si rispetta il dolore a differenza di chi non perde occasione per spargere veleno: mi riferisco al vice sindaco di Milano". Le Mamme del Leoncavallo, infine, l’associazione di madri che si batte da anni in difesa del centro, esprimono il loro "estremo dispiacere" per la morte del ragazzo e aggiungono: "Non ci sono parole sufficienti per esprimere il nostro dolore e dispiacere. Come Mamme Antifasciste del Leoncavallo ci stringiamo alla famiglia ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra solidarietà".
