Myanmar. Domenica al voto, opposizione accusa la Giunta di frode
05 Novembre 2010
di Redazione
I due principali partiti di opposizione in Myanmar hanno accusato la giunta militare di "frode" e di "minacciare" i votanti in vista delle elezioni che si terranno domenica 7 novembre, le prime in vent’anni.
Il Democratic Party e la National Democratic Force accusano in particolare l’Union Solidarity and Development Party di aver illegalmente raccolto voti in anticipo rispetto all’apertura delle urne che si terrà domenica. Un appuntamento che, secondo molti osservatori, ha come unico scopo quello di dimostrare la tenuta del potere da parte dei militari.
L’icona democratica Aung San Suu Kyi trascorrerà il giorno del voto nella sua abitazione, dove è agli arresti domiciliari, e il suo partito, la National League for Democracy (NLD), boicotterà le elezioni, diminuendo le chance di affermazione per l’opposizione. La vittoria del premio Nobel per la pace San Suu Kyi al voto del 1990 non fu mai riconosciuto dalla giunta. Qualunque sarà il risultato del voto di domenica, un quarto dei seggi in parlamento sarà riservato ai militari.
"Non c’è la possibilità che si verifichi una sorpresa come quella del 1990 con un partito dell’opposizione che vince le elezioni. Non può accadere", ha detto l’ambasciatore britannico a Myanmar, Andrew Heyn, incontrando i giornalisti a Bangkok.
Inoltre a nessun osservatore esterno, né a nessun giornalista straniero, è stato concesso monitorare il processo elettorale. Difficile, negli ultimi giorni, anche connettersi a Internet. "L’opposizione non può vincere. Ma questo non significa che le elezioni non avranno conseguenze – ha detto il professor David Steinberg, esperto di Myanmar presso la Georgetown University negli Stati Uniti. – Sono le prime elezioni in 50 anni dalle quali potrà uscire una rappresentanza dell’opposizione in parlamento. Questo è significativo". I militari governano Myanmar dal 1962. Il capo della giunta Than Shwe non si è candidato nelle elezioni, ma potrà comunque ricoprire il ruolo di presidente.
