Myanmar promette alla Cina riforme democratiche

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Myanmar promette alla Cina riforme democratiche

16 Novembre 2007

L’ agenzia statale Xinhua, ha dichiarato che la
giunta militare del Myanmar ha promesso all’inviato speciale della Cina
che prenderà misure “positive e pragmatiche” per accelerare la
“road map” verso riforme democratiche.

Le notizie sono state diffuse dopo l’incontro a Nay Pyi Taw
tra il viceministro degli Esteri
di Pechino, Wang Yi, e il leader della giunta militare che governa la ex
Birmania, il generale Than Shwe.

Nell’incontro, le autorità del Myanmar “hanno illustrato all’inviato
speciale la situazione interna e riaffermato l’impegno, in accordo con la
volontà dell’intero popolo, ad assumere misure positive e pragmatiche per
accelerare la “road-map” composta da 7 passi”, precisa l’agenzia.
Per i gruppi che si battono per i diritti umani nella ex Birmania, tale “road
map” del regime è una farsa.

L’inviato speciale cinese Wang ha avuto anche colloqui con i ministri
dell’Informazione, generale Kyaw Hsan, degli Esteri U Nyan Win e del Lavoro U Aung Kyi nella sua missione
di tre giorni che si conclude oggi.

La Cina aveva detto di voler evitare che il Myanmar potesse diventare “un
altro Iraq” alle sue frontiere e auspica una “evoluzione” del regime
militare birmano.
“Il nostro primo obiettivo è vedere la stabiliTà in Birmania, non
possiamo permettere che la situazione sfoci nel caos, non possiamo
consentire che la Birmania diventi un altro Iraq”, ha dichiarato alla
stampa il segretario di stato agli esteri, He Yafei, alla vigilia del
vertice dei paesi dell’Asean che prende il via lunedì a Singapore.

E ha aggiunto: “Contrariamente all’opinione di alcuni paesi,
la posizione cinese non é cambiata”.

He ha sottolineato che in occasione del summit di Singapore il primo
ministro cinese Wen Jiabao riaffermerà la volontà della Cina di assistere
a evoluzioni democratiche in Birmania.

 “Non abbiamo cessato dal voler contribuire a far sì che in Birmania
si ottengano stabilità e democrazia”, ha affermato il segretario di stato
che ha visto segnali positivi nei contatti intervenuti tra la leader
dell’opposizione Aung San Suu Kyi e la giunta militare.

Intanto oggi in Birmania sono stati liberati sei prigionieri politici,
cinque uomini e una donna, incluso Thet Naung Soe, uno studente che era
stato condannato nel 2002 a 14 anni di prigione, secondo un legale
dell’opposizione.