Napolitano al Csm: “Equilibrio sulle accuse del premier”

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Napolitano al Csm: “Equilibrio sulle accuse del premier”

10 Settembre 2009

Il presidente della Repubblica invia un messaggio all’apertura del plenum dell’organo di autogoverno della magistratura che oggi discuterà sulle accuse rivolte da Berlusconi ai giudici di diverse procure: "Servono serenità ed equilibrio".

L’esame delle pratiche a tutela dei magistrati "avvenga con serenità ed equilibrio": è questo l’auspicio espresso da Giorgio Napolitano in una lettera firmata da Loris D’Ambrosio, segretario generale della Presidenza della Repubblica.

L’esame delle pratiche, riviste e deliberate dalla Prima Commissione alla luce del nuovo regolamento varato a Palazzo dei Marescialli nello scorso luglio, è stato da tempo fissato all’ordine del giorno. Nella missiva non si fa esplicito riferimento alle pratiche che riguardano il premier, ma in generale ai sette fascicoli oggi all’esame del plenum, quattro dei quali inerenti alle esternazioni di Berlusconi su magistrati di più uffici giudiziari, a cominciare da quelli del processo Mills.

Auspicando che il dibattito al Csm avvenga con serenità ed equilibrio, Napolitano ribadisce "l’esigenza di fare" un uso "responsabile e prudente" dell’istituto delle pratiche a tutela dei magistrati, che ora, in seguito a una modifica regolamentare, è stato ancorato "a stringenti e rigorosi presupposti". L’uso di questo istituto "si giustifica – è detto nella lettera – solo quando è indispensabile per garantire la credibilità della istituzione giudiziaria nel suo complesso da attacchi così denigratori da mettere in dubbio l’imparziale esercizio della funzione giudiziaria e da far ritenere la sua soggezione a gravi condizionamenti; non anche quando mira a garantire la reputazione dei singoli la cui tutela, come per tutti i cittadini, è rimessa all’iniziativa dei magistrati interessati".