Napolitano: La moratoria sulla pena di morte, solo un punto di partenza

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Napolitano: La moratoria sulla pena di morte, solo un punto di partenza

19 Dicembre 2007

Stamane, ricevendo al Quirinale il Corpo Diplomatico in occasione degli auguri natalizi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato di moratoria sulla pena di morte, Afghanistan, Europa, Russia, Iran e nucleare, Medio Oriente.

L’approvazione della moratoria universale sulla pena di morte da parte dell’Assemblea Generale Onu “non è per noi un punto di arrivo, ma una base di partenza”, ha detto il Capo dello Stato. “L’Italia crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto e stabile” e “siamo convinti – ha aggiunto il capo dello Stato sottolineando “l’importanza della dimensione etica” della politica estera italiana – che, pur nel rispetto delle diversità tra popoli e continenti, questi valori debbano accomunarci”.”La nostra battaglia per la moratoria sulla pena di morte – conclude – riflette questa nostra profonda convinzione”.

In merito dell’impegno italiano in Afghanistan, Napolitano ha sostenuto: “L’Italia deve mantenere gli impegni che ha assunto per la stabilizzazione dell’Afghanistan perché da ciò dipende la pace nel mondo. E’ un compito che assorbe molte energie militari, politiche, economiche, ma è un compito che dobbiamo portare avanti con pazienza e lungimiranza, una responsabilità non solo dell’occidente, che deve impegnare anche i paesi vicini e rappresenta per l’Italia un impegno di lungo periodo”.

Poi parlando direttamente del caso Iran: “L’Italia – dice – intende adoperarsi in sintonia con le recenti decisioni del Consiglio europeo perché si trovi una soluzione negoziata a lungo termine alla questione nucleare iraniana. Non c’è minaccia più grave alla nostra sicurezza e alla stabilità internazionale – ha chiosato il presidente – della proliferazione delle armi di distruzione di massa, in particolare di quelle nucleari”.

“Sarebbe inaccettabile – ha però avvertito il Capo dello Stato – che in nome di una di una legittima aspirazione ad accedere all’uso pacifico dell’energia nucleare, venissero perseguiti invece da parte di qualsiasi Stato programmi di produzione di armamenti nucleari”.

Entrando nello specifico dei rapporti tra i paesi della Nato e la Russia il capo dello stato cha aggiunto: “L’Italia è convinta che uno “storico pilastro” della sua politica estera è l’impegno atlantico, ma è necessario guardare anche alla Russia che gioca un ruolo importante su tutte le questioni internazionali. Rimaniamo “fra i più convinti fautori dell’intensificazione delle relazioni transatlantiche – spiega il presidente – quale elemento qualificante della sua politica estera e della politica dell’Unione europea”. Ma questo non basta.

“Il nostro impegno nella Nato e il nostro apporto alla stessa direzione dell’Alleanza – rilancia Napolitano – debbano congiungersi con lo sviluppo più attento e coerente di una strategia di cooperazione con un grande paese vicino come la Russia, il cui contributo alla soluzione di tutte le questioni globali va ricercato attivamente”.

Il Capo dello Stato spiega che “le sfide globali trovano la loro sintesi nell’impegno a garantire la pace e la sicurezza internazionale” e “possono essere affrontate solo rafforzando gli strumenti di ‘governance’ al livello mondiale: ciò richiede una convinta assunzione di responsabilità da parte della comunità internazionale e delle istituzioni che la rappresentano, prima fra tutte l’Onu”. E’ necessario, per questo, “costruire un sistema internazionale basato sul ‘multilateralismo efficace’, centrato sull’Onu e su un sistema di regole condivise”.

“L’Italia ritiene da sempre che le Nazioni Unite costituiscano il foro più appropriato per affrontare le principali sfide globali, nonché la fonte di legittimazione degli interventi della comunità internazionale nelle aree di crisi”.

Quanto all’Europa. La firma del Trattato europeo a Lisbona ”ha consentito  di salvaguardare le innovazioni istituzionali indispensabili in una Europa a 27 membri contenute nel progetto di Trattato Costituzionale. Si è però persa la chiara visione, contenuta in quel progetto, della volontà di costruire l’Europa politica, un obiettivo al quale l’Italia non intende rinunciare”.

MA Europa vuole dire anche la soluzione dell’eterna questione balcanica: La guerra che negli anni ’90 ha sconvolto
i Balcani potrà essere definitivamente archiviata e rilegata nel
passato, senza nessun timore per il presente, solo quando “i
Balcani saranno a pieno titolo in Europa”. L’Italia, presidente in questo
mese del Consiglio di sicurezza dell’Onu, si “impegnerà” per
focalizzarne l’attenzione su alcune delle più “cruciali questioni
internazionali del momento” tra cui il presidente cita anche il
Kosovo. Poi pNapolitano ricorda che “l’Italia resta un sostenitore
coerente dell’allargamento dell’Unione europea ai Balcani
occidentali perchè siamo convinti che la tragica pagina degli
anni ’90 verrà voltata definitivamente soltanto quando i Balcani
saranno a pieno titolo in Europa”.

Napolitano non cita direttamente in questo passaggio né la
Serbia né il Kosovo ma dice di essere “fiducioso che l’anno che
sta per iniziare potrà segnare progressi importanti in questa
direzione”.

Al termine del suo discorso, il Presidente lancia un appello a tutti i membri della comunità
internazionale e i Paesi del Medio Oriente “per realizzare entro
la fine del 2008 gli obiettivi delineati ad Annapolis”. “L’Italia
considera la stabilità del Medio Oriente un elemento
assolutamente cruciale per la pace internazionale” osserva il
capo di Stato, nel suo incontro annuale con il corpo diplomatico.

“Per troppi anni – sottolinea – questa regione è vissuta
nell’incertezza del suo presente e del suo futuro”. “I risultati
positivi della Conferenza di Annapolis ci danno fiducia e
speranza” rimarca il presidente.

“L’Italia è fermamente convinta che la soluzione del problema israelo-palestinese resta il presupposto indispensabile per
costruire un clima di fiducia nella regione e per dare vita a un
nuovo ordine basato sul rispetto reciproco, sulla moderazione,
sulla convivenza pacifica”, fa notare il capo dello Stato. “L’Italia e l’Europa – assicura – intendono dare il massimo
contributo per il successo di questo processo, anche e in
particolare sul piano delle relazioni economiche”.