Napolitano: “Nuove esigenze in materia di diritti umani”

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Napolitano: “Nuove esigenze in materia di diritti umani”

06 Luglio 2009

Durante il colloquio a porte chiuse al Quirinale e poi davanti ai giornalisti Giorgio Napolitano ha posto al presidente della Repubblica Popolare Cinese il problema di affrontare in Cina la questione dei diritti umani. "Abbiamo concordato – ha detto Napolitano prendendo la parola al fianco del presidente cinese – che lo stesso sviluppo e il progresso economico e sociale che si stanno realizzando in Cina pongono nuove esigenze in materia di diritti umani, una questione che l’Italia ha sempre affrontato e intende affrontare nel massimo rispetto delle ragioni cinesi, e dell’integrità e autonomia di decisione della Cina e delle sue istituzioni rappresentative". "L’amicizia tra i nostri popoli è radicata nella tradizione" e – ha dichiarato Hu Jintao al termine dei colloqui – si fonda "sulla base dell’uguaglianza, del mutuo rispetto e della fiducia reciproca".

Il presidente cinese Hu Jintao è giunto al Palazzo del Quirinale questa mattina. La stretta di mano fra i due capi di Stato è avvenuta al cortile d’onore: Napolitano e Hu Jintao, dopo l’esecuzione dei due inni nazionali, hanno passato in rassegna i reparti scherati in alta uniforme. Al piano superiore del Quirinale, nella Sala del Bronzino, si è svolta poi la presentazione delle rispettive delegazioni, prima del colloquio, cui hanno fatto seguito le dichiarazioni ufficiali nel Salone degli Specchi.

"Occorre il pieno riconoscimento del ruolo internazionale della Cina sviluppando, su un piano di parità, nel rispetto reciproco e con mutuo vantaggio tutte le relazioni bilaterali e globali", ha detto Napolitano, che ha definito il colloquio "molto approfondito, grandemente amichevole". Hu Jintao lo ha invitato a visitare l’anno prossimo la Cina, in occasione del quarantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. "Farò il mio meglio per accogliere l’invito", ha detto Napolitano. La Cina, ha aggiunto, è "consapevole" del nuovo posto che le spetta nel mondo e delle responsabilità a cui è chiamata di fronte a sfide che richiedono un impegno collettivo. "Io ho auspicato che in questo quadro – ha sottolineato il Capo dello Stato – si sviluppino maggiormente le relazioni tra Unione Europea e Cina e per questo è essenziale che l’Europa riesca, con coerenza e coraggio, a prendere le decisioni per parlare con una voce sola".

Napolitano ha apprezzato il contributo della Cina alla soluzione della crisi economica e finanziaria e le proposte sulla riforma delle Nazioni Unite, sulla riforma delle istituzioni finanziarie e monetarie globali. Unaltro ringraziamento Napolitano l’ha rivolto alla partecipazione della Cina alla missione Unifil in Libano che vede impegnate in prima fila i militari italiani.

La visita di Hu Jiantao è la terza di un presidente cinese al Quirinale. Prima di lui, infatti, soltanto Li Xiannian nel 1987, con Francesco Cossiga, e Jiang Zemin nel 1999, con Oscar Luigi Scalfaro, erano saliti sul Colle in visita di Stato. L’ultimo Presidente della Repubblica italiano ad andare in Cina ed essere ricevuto a Pechino, proprio dall’attuale presidente Hu Jiantao, è stato nel dicembre 2004 Carlo Azeglio Ciampi; prima di lui, Sandro Pertini nel settembre 1980 e Scalfaro nel giugno 1998.Quello con Napolitano è il primo di una serie di appuntamenti istituzionali previsti nella giornata di oggi. Lasciato il Quirinale Hu Jintao raggiungerà Villa Madama per un colloquio con il premier Silvio Berlusconi e, successivamente, sarà a Montecitorio e a Palazzo Giustiniani per vedere rispettivamente in presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani.