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Ncd, Quagliariello a Lorenzin: meglio parlare apertamente di confluenza nel Pd

"Nella giornata di ieri abbiamo letto due dichiarazioni di Beatrice Lorenzin. La prima era l'anticipazione di un'intervista a Tempi, nella quale Beatrice auspicava alle prossime amministrative liste insieme al Pd in nome della comune 'politica del fare' portata avanti a livello nazionale. Nella seconda precisava il suo pensiero, contestando la sintesi che ne era stata data, ed evidenziava il collegamento tra le elezioni amministrative e le specifiche dinamiche territoriali che potrebbero condurre a scelte diverse a seconda delle situazioni". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd. "Poiché ho molta stima nei confronti di Beatrice, e le riconosco linearità di pensiero anche quando le nostre idee divergono - prosegue -, credo che sia la 'Lorenzin uno' e non la 'Lorenzin due' ad avere il pregio della chiarezza e dell'aderenza alla realtà che si va configurando. La 'Lorenzin due', infatti, non presenta una opzione politica ma rievoca la vecchia ricetta della macchia di leopardo che, come sanno bene gli amici dell'Udc, ha portato alla crisi delle opzioni centriste a geometria variabile. La 'Lorenzin uno', invece, con apprezzabile chiarezza declina l'estremo approdo al quale anche sul piano nazionale l'attuale strategia, per effetto della nuova legge elettorale, inevitabilmente condurrà: la confluenza di alcuni indipendenti di centro nelle liste del Pd. Opzione, questa, che è legittima per chi ritenga sufficiente la connotazione post-ideologica del Pd renziano, ma evidentemente inaccettabile - conclude Quagliariello - per chi non intenda rimuovere le insopprimibili differenze che su temi fondamentali, da quelli etici a quelli economici, dividono le culture politiche".

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