Ncd, Quagliariello: “Terzo polo? No, ricostruiamo il secondo”
03 Dicembre 2014
di Redazione
"La chiave del nostro successo, di cui abbiamo avuto conferma anche alle ultime regionali, è aver rifiutato l’etichetta di ‘terzo polo’ che ci volevano affibbiare. Nessun terzo polo, perché un terzo polo presuppone che vi sia un bipolarismo che funziona, e invece oggi il secondo polo è dilaniato fra estremismi, personalismi e crisi di identità. Ecco, il nostro compito è ricostruire il secondo polo che non c’è più". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, nella sua relazione alla direzione nazionale del partito.
"Per avere una posizione autonoma e non subalterna – ha detto ancora Quagliariello – bisogna innanzi tutto saper stare con se stessi, avere una identità, un programma, e non aver paura di presentarsi in alcuni momenti anche in una posizione di apparente solitudine. Anche in vista delle prossime regionali dobbiamo partire da nostri candidati autonomi e poi verificare dove è possibile realizzare coalizioni e dove non lo è. Non è un’esaltazione della solitudine ma un’esaltazione dell’identità che insieme al radicamento territoriale è ciò che ci serve. Questo coraggio – ha concluso – è ciò che ci ha consentito di arrivare fin qui in ottima salute".
Rispetto al nuovo soggetto dell’area popolare, Quagliariello ha spiegato che "la costruzione di un soggetto politico non è un matrimonio tra due o tre sigle ma il coraggio di un progetto che possa occupare uno spazio politico ed essere ancora più nuovo del Nuovo Centrodestra". "Non stiamo realizzando una fusione con l’Udc – ha proseguito – ma edificando un soggetto alternativo alla sinistra che possa rappresentare le culture liberale, cristiano popolare, socialista riformista. Ai gruppi unici hanno già aderito oltre settanta parlamentari che non arrivano solo da Ncd e Udc ma anche da Scelta civica e da altri gruppi. Se alla fine questa contaminazione porterà nuove adesioni in più sarà un fattore di vitalità positivo, anche se, cosa che non auspico, dovesse esserci qualche parlamentare di Ncd in meno. Le nostre porte sono aperte".
Sulla Legge elettorale, infine, il coordinatore di Ncd ha detto che "fare le riforme forse porta poco consenso ma non farle è qualcosa che i cittadini non dimenticano". "Una delle ragioni della crisi del sistema politico – ha aggiunto – è non aver fatto le riforme nella scorsa legislatura. Non ripetiamo l’errore. Noi abbiamo chiesto coerenza, abbiamo chiesto che le riforme non vengano utilizzate per giochi politici: in questo senso, la clausola di salvaguardia nella legge elettorale è dovuta a una logica di sistema, perché non si possono avere due leggi elettorali coesistenti con due impianti completamente opposti. Sostenere questa proposta – ha concluso Quagliariello – significa essere più riformisti e non meno riformisti".
