Nel 1915 il peggior terremoto in Abruzzo
06 Aprile 2009
di Redazione
Il peggior terremoto abruzzese dell’ultimo secolo è avvenuto il 13 gennaio 1915, quasi un secolo fa. La scossa maggiore, di magnitudo 11 della scala Mercalli, fu registrata alle 7.48. Nella mappa del rischio sismico, l’Abruzzo si trova in terza posizione tra le regioni italiane, con 91 Comuni a massimo rischio e 158 nella seconda fascia.
L’epicentro, nel 1915, era nella conca del Fucino ma tutta la Marsica ebbe gravissimi danni, soprattutto in Abruzzo, ma anche nel basso Lazio. Avezzano fu praticamente distrutta, con circa 10.000 morti (tra cui il sindaco) su 13.000 abitanti. Moltissime vittime anche a Gioia dei Marsi, Collarmele, Magliano, Celano. Circa 500 morti anche a Sora, nel Lazio. I soccorsi furono rallentati dal clima invernale e dalle condizioni delle strade. Sul posto furono mancate informazioni dell’esercito e dei carabinieri.
Per il resto del secolo, l’Abruzzo ha visto molti terremoti, ma di intensità minore. Il 26 settembre 1933 un terremoto che colpì la Maiella (11 morti), nel 1943 la zona tra Marche e Abruzzo, nel 1958 L’Aquila. Il 7 maggio 1984 una scossa di magnitudo 5,2 con epicentro in val Comino colpì le province dell’Aquila, Chieti, Isernia e Frosinone. I danni maggiori furono a Pescasseroli, con circa il 40% delle abitazioni lesionate. I senzatetto più di 1.500. Ma i morti furono in tutto solo tre, tutti in modo indiretto. Una dei morti fu, a L’Aquila, una donna di 88 anni, malata, che morì per un infarto all’inizio del terremoto. L’Aquila era stata, nei secoli più recenti, già colpita da un grave terremoto il 2 febbraio 1703, con circa 6000 morti, e da un altro nel 1786.
