“Nel 2012 l’Italia come prima della crisi”, Pil rivisto al rialzo a 0,3%
10 Dicembre 2010
di Redazione
"La crescita dell’economia italiana dovrebbe tornare ai ritmi pre-crisi entro il 2012", ha detto il commissario UE agli Affari economici Olli Rehn nel corso dell’audizione congiunta alla Camera con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in merito alla riforma della governance economica europea. "L’Italia grazie al settore bancario relativamente solido e al debito privato relativamente basso è riuscita a evitare insorgere di grandi squilibri esterni" ha detto Rehn.
"L’Italia – ha spiegato – ha fatto fronte relativamente bene alla crisi: entro il 2012 le nostre previsioni d’autunno ci dicono che dovrebbe tornare a tassi di crescita precedenti alla crisi. Il governo italiano – ha aggiunto – ha mantenuto una posizione fiscale prudente per prevenire eventuali percezioni dei mercati rispetto al rischio Italia". "Non è necessaria una manovra aggiuntiva per l’Italia, né ora nè nel prossimo esercizio", garantisce il Commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olly Rehn, nel corso di una audizione alla Camera, sottolineando però che «occorre un monitoraggio rigoroso della spesa e delle entrate". Non c’è l’esigenza di manovre correttive se "le previsioni di crescita ed entrata saranno raggiunte".
Un’ora dopo la delusione della produzione industriale di ottobre, i dati finali per la crescita italiana nel terzo trimestre registrano infatti una piccola sorpresa positiva, mostrando un Pil in aumento di 0,3% su base trimestrale rispetto allo 0,2% preliminare.
Il dettaglio della crescita tra luglio e settembre indica un andamento migliore delle previsioni per i consumi, una tenuta degli investimenti fissi lordi, anche questi segnali positivi, ma un andamento deludente del canale estero. In prospettiva, però, il calo dell’output industriale di ottobre apre l’ultimo trimestre del 2010 sotto un segno della debolezza. Se il 2010 chiuderà probabilmente con un’espansione di 1% su tutto l’arco dell’anno, il 2011 dovrebbe segnare una crescita leggermente più debole.
"La revisione al rialzo del dato del Pil è incoraggiante, come pure l’accelerazione dei consumi, ma nel quarto trimestre il Pil sarà piatto o crescerà di 0,1%. Per tutto il 2010 mi attendo una crescita di 1%, e, guardando avanti mi aspetto un rallentamento a 0,7% nel 2011", dice Luigi Speranza, economista di Bnp Paribas. A livello tendenziale il Pil è salito dell’1,1%, rispetto al +1,3% del secondo trimestre 2010, con una revisione di un decimo di punto percentuale rispetto alla stima preliminare. Il Pil acquisito per il 2010 è confermato a +1% a fronte di una stima ufficiale del governo, diffusa a fine settembre, per la crescita di tutto l’anno all’1,2%. Per il 2011 il governo si attende un 1,3%.
Nel terzo trimestre i consumi delle famiglie mostrano un contributo alla crescita di 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, quando erano stati neutri. Nessun aiuto, invece, dalle spese della Pubblica amministrazione, mentre gli investimenti fissi lordi contribuiscono con 0,2% da 0,4% del trimestre precedente che godeva, però, ancora degli incentivi fiscali della Tremonti Ter.
Le scorte portano un sostanzioso 0,5 al Pil, dopo aver sottratto 0,6 nel secondo trimestre, mentre le esportazioni nette sottraggono un copioso 0,5, dopo aver contribuito per 0,6 nei tre mesi precedenti. "Una sorpresa che salta subito agli occhi è la crescita dei consumi privati, che è un dato molto favorevole. Le indicazioni che venivano dall’andamento delle immatricolazioni auto, dei consumi di beni non durevoli ma anche della produzione di beni durevoli e non durevoli ci portavano ad attendere una crescita di consumi privati non superiore a 0,1%. Quindi lo 0,3% [variazione dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente] è una sorpresa positiva", dice Loredana Federico di Unicredit.
"E poi va segnalata una dinamica delle importazioni un po’ più forte delle esportazioni che inverte il trend del trimestre precedente", dice l’economista. Per gli economisti, però, la sorpresa positiva del Pil non compensa completamente la cattiva notizia della produzione industriale di ottobre che è scesa di 0,1% su base mensile, deludendo l’aspettativa di un rialzo di 0,7%.
