Home News Niente è più antidemocratico del democratico rispetto per Nasrallah

Niente è più antidemocratico del democratico rispetto per Nasrallah

1
43
di Fiamma Nirenstein

Nasrallah è uno dei personaggi più inquietanti del nostro tempo, perché la terribilità del suo ruolo non trova riscontro conoscitivo nella mente europea, nella coscienza di ciò che quest’uomo può fare e sta facendo. Perché, se l’Iran è il vertice dell’organizzazione del terrorismo internazionale di marca sciita (con i suoi annessi sunniti, come Hamas), gli hezbollah sono gli attivisti più significativi dell’attacco all’Occidente.

Nasrallah ha molte mani: le tiene sulla situazione libanese, minacciandone continuamente la democrazia con lo scopo di farne una copia dell’Iran degli Ajatollah e una rampa di lancio per un continuo disordine mediorientale; le tiene sulla Siria, con la quale è legato dal rifornimento di armi che, secondo ciò che riporta lui stesso, è stato completato così da fare di hezbollah un nemico di Israele “capace di colpirlo in ogni punto”; oltretutto nell’intervista a Al Jazeera, Nasrallah ha rivelato che i siriani all’inizio della guerra di un anno fa, minacciarono direttamente Israele di intervenire se si fossero azzardati a farsi troppo avanti; hanno le loro mani su Hamas, che aiutano ad armarsi, a esercitarsi a casa e all’estero, a stabilire la loro linea.

Nasrallah si esprime senza remore, preferendo spesso atrocità antisemite e antioccidentali, e tuttavia alcuni nostri politici vanno a trovarlo e lo citano come legittimo rappresentante, democraticamente scelto, di una parte del popolo libanese. La verità è che la parte del Libano che egli rappresenta è quello che può trascinarlo con una rivoluzione estremista, e in parte lo ha già fatto con la guerra, verso la completa rovina. Niente è più antidemocratico del democratico rispetto per Nasrallah.

Hezbollah si riarma e aspetta il momento giusto per attaccare

Hezbollah ha recuperato la sua piena capacità militare e ha rifornito interamente le sue riserve di armi e missili dopo la fine della guerra in Libano dell’estate scorsa. Lo ha rivelato la radio israeliana citando un alto funzionario del ministero della Difesa.

%0D

Il funzionario ha anche aggiunto che la Siria sta trasferendo armi agli Hezbollah nella piena consapevolezza dell’esercito libanese e dietro le spalle della missione Unifil.

La stessa fonte ha chiarito che Hezbollah non ha avuto interesse a riaccendere il conflitto per il momento ma ha preferito un periodo di quiete per ricostruire i siti da cui venivano lanciati i missili durante l’ultima guerra.

Lunedì scorso, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, si è rifiutato di rivelare se i due soldati israeliani rapiti, Ehud Goldwasser e Eldad Regev siano ancora vivi. “Il ministro degli Esteri francese ha voluto capire che i due soldati sono vivi, ma la nostra gente tende a non rispondere a domande di questo tipo”, ha detto Nasrallah in una intervista ad Al Jazeera. Il capo dei miliziani si riferiva ad una recente dichiarazione in cui il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il quale, dopo aver incontrato esponenti di Hezbollah a Parigi, aveva detto di aver “capito” che i soldati erano vivi.

Nasrallah ha chiarito di essere il solo autorizzato a rilasciare dettagli di questo tipo e ha aggiunto: “per ogni affermazione del genere noi possiamo ricevere qualcosa in cambio e dunque non c’è motivo di dare informazioni gratis”.

Nella prima parte della stessa intervista trasmessa domenica, Nasrallah ha annunciato che, durante la guerra libanese, Hezbollah aveva la capacità di colpire qualsiasi punto di Israele in ogni momento.  “Hezbollah aveva questa capacità durante l’ultima guerra – ha detto ancora Nasrallah – e anche nei mesi di luglio e agosto del 2006, non c’era luogo della Palestina occupata  che noi non potessimo colpire. E voglio sottolineare che abbiamo ancora questa capacità”.

 Dal Jerusalem Post

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. La questione palestinese
    La questione palestinese può condizionare i precari contatti diplomatici tra il blocco iraniano-siriano e gli USA,considerando che la vera anima di Putin sta iniziando a venire alla luce.Sembra che sia passato un secolo dalla storica stretta di mano tra Rabin e Arafat a Camp David sotto l’egida della gestione Clinton.Il processo di pace in quei martoriati territori da fastidio a molte lobby di potere siano essi occidentali o di altra “etnia”,la pace in medio Oriente non è un fine desiderato.Prima l’uccisione dello statista israeliano e parallelmente(e qui la cosa mi insospettisce)il rafforzamento del radicalismo di Hamas associato al conflitto iracheno,eventi che hanno dto nuova linfa al progetto xenofobo e folle di Bin Laden.Ecco la storia di questo personaggio fotografa,in un certo senso l’involuzione politica degli stati arabi che si sono arroccati sui contenuti violenti del fondamentalismo islamico.Uomo della casta petrolifera dell’Arabia Saudita,in cerca di nuove sensazioni,non ha mai avuto problemi di povertà.Arrogante al punto giusto da poter determinare orientamenti bellici antisovietici,tanto cari ad alcuni esponenti della condizione di perenne guerra fredda.La storia ci ha già dimostrato con il nazismo e il fascismo e lo stalinismo,che la povertà delle masse è il viatico per far emergere l’ascendente verso i produttori di utopie.Il conflitto che i russi intrapesero nei confronti delle tribù afgane diedero la possibilità al Pentagono di lavare la macchia vietnamita.Successivamente la follia del personaggio ha trovato sinergie con i talebani e con tante altri frammenti della società araba relegati ai margini dalla tracotanza dei sultani (termine improbo ma attuale)L’errore dell’occidente è stato quello di accettare qualsiasi logica per contrapporsi al muro sovietico e quando questi è crollato c’è stata la presunzione di tagliar corto con questi ambiti.La sottovalutazione della guerriglia forgiatasi nella tempesta afgana ha prodotto le nuove frontiere delle barbarie islamiche.Sperando che il futuro riservi maggiore riflessione

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here