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Niger. Colpo di Stato: il presidente e il governo nelle mani dei militari

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Il presidente del Niger, Mamadou Tandja, e i membri del suo governo sono nelle mani di un gruppo di soldati in seguito a uno scontro a fuoco nei pressi del palazzo presidenziale di Niamey. Lo riferisce una fonte del governo alla Bbc, spiegando che i militari hanno preso il presidente e i membri del suo governo nel corso di una seduta settimanale.

Una fonte giornalistica di Niamey che ha chiesto l'anonimato per motivi di sicurezza ha fatto sapere ad al-Jazeera che il presidente è prigioniero in un posto segreto e che i militari sono "in attesa che rassegni le dimissioni". La fonte ha spiegato che i militari che hanno eseguito l'operazione "non l'hanno ancora annunciata in radio o in tv perché vogliono che sia il presidente stesso a rinunciare all'incarico".

L'ambasciata nigerina a Londra, in una dichiarazione rilanciata dalla Cnn, ha confermato la vicenda. "I dettagli sono scarsi, sporadici colpi di arma da fuoco si possono ancora sentire dentro e intorno al palazzo presidenziale della capitale Niamey", ha fatto sapere l'ambasciata. "Dai rapporti che riceviamo risulta che sia il presidente (Mamadou Tandja) sia i ministri del governo che erano con lui sono salvi e in buone condizioni", ha poi precisato.

L'emittente britannica Bbc ha aggiunto che per le strade della capitale sono comparsi carri armati, dopo che colpi di arma da fuoco sono stati sparati per circa 30 minuti, intorno alle 13.00 locali, nei pressi della sede presidenziale, da cui si è vista fuoriuscire una colonna di fumo. Nella zona ci sarebbero alcuni feriti, in gran parte già trasportati nei vicini ospedali, mentre è ancora possibile sentire alcuni colpi sporadici. Almeno tre soldati sarebbero morti, in quello che sembrerebbe essere uno scontro tra militari. Subito dopo lo sparo dei primi colpi nei pressi del palazzo presidenziale, fonti dell'intelligence citate dall'emittente al-Arabiya hanno parlato di un tentativo di colpo di stato contro Tandja.

Intanto, un giornalista dell'Afp ha fatto sapere che la radio di stato del Niger, Voce del Sahel, ha sospeso la sua programmazione per diffondere marce militari, mentre la zona intorno al palazzo presidenziale è stata del tutto isolata e le vie circostanti sono deserte.

La Francia ha invitato i suoi connazionali che si trovano a Niamey a restare confinati in casa e ha sconsigliato anche di "recarsi attualmente in Niger o di effettuarvi un transito". A Niamey risiedono circa 1.500 francesi e circa 500 cittadini Ue.

La situazione interna ha cominciato a deteriorarsi nel 2005, quando la siccità e un'invasione di cavallette misero in ginocchio la popolazione, già estremamente povera. La società civile denunciò picchi di aumenti dei generi di prima necessità, mentre i partiti di opposizione accusarono il governo di "una corruzione galoppante e senza precedenti". A ciò si aggiunsero i moti di ribellione delle tribù tuareg del Nord, che rivendicavano una più giusta distribuzione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dell'uranio, di cui questo paese è particolarmente ricco. La tensione politica nel Paese ha cominciato a salire ad agosto dello scorso anno, quando il presidente Tandja ha modificato la costituzione in modo da poter rimanere in carica per un terzo mandato.

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