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Niger. Colpo di Stato, la giunta militare promette nuove elezioni

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La giunta militare che da giovedì ha preso il potere nel Niger ha promesso la convocazione di elezioni non appena il Paese sarà stabilizzato. La comunità internazionale ha solo tiepidamente condannato il golpe contro il governo del Presidente Mamadou Tandja (che aveva sciolto il Parlamento e convocato un referendum lo scorso agosto per approvare una nuova costituzione e l'estendere di due anni il suo mandato, oltre la scadenza del mese di dicembre del 2009).

Sono arrivati Niamey, per colloqui con gli esponenti della giunta del "Supremo consiglio per il ripristino della democrazia" e per valutare direttamente la situazione, gli inviati delle Nazioni Unite e dell'Unione africana (l'inviato del segretario generale dell'Onu per l'Africa occidentale, Said Djinnit, Ramtane Lamamra, commissario per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, e Mohamed Ibn Chambas, presidente dell'Ecowas.

"Intendiamo convocare elezioni, ma prima dobbiamo stabilizzare la situazione", ha dichiarato il generale Djibrilla Hima, uno dei golpisti che ieri ha incontrato nella capitale del Mali di Bamako i leader regionali, per spiegare loro la situazione e le ragioni del colpo di stato. Hima ha inoltre reso noto che tutti i ministri del governo deposto sono stati rilasciati, anche se non sono ancora autorizzati a lasciare il Niger. Tandja invece è confinato in una base militare alle porte di Miamey.

Intanto, i sette ministri del governo del presidente Tandja sarebbero ancora nelle mani della giunta che aveva invece assicurato di averli liberati tutti. Ad affermarlo sono fonti dell'ex partito al potere, l'Mnsd, mentre nel paese si susseguono le manifestazioni di appoggio alla giunta militare ed una delegazione internazionale in rappresentanza di Onu e paesi africani è arrivata a Niamey per investigare sulla situazione. Secondo le fonti i ministri ancora nelle mani degli insorti sono i responsabili di interno, finanze, esteri, trasporti, infrastrutture, difesa e giustizia.

In una dichiarazione letta oggi il presidente dell'Mnsd "chiede la liberazione immediata e senza condizioni del presidente Mamadou Tandja e dei membri del governo arbitrariamente detenuti" dalla giunta. Il partito del presidente "condanna energicamente" il colpo di Stato compiuto "con il pretesto di una situazione politica tesa" e chiede che la transizione verso la democrazia "sia la più breve possibile". "Per incontrare le autorità attuali ed informarsi di quanto avviene nel paese", è giunto oggi il presidente della Commissione della comunità economica degli stati dell'Africa dell'ovest Mohammed Ibn Chambas. Con lui c'è anche Said Djimnnit, rappresentante dell'Onu per l'Africa occidentale, e Ramtane Lamamra, commissario per la pace e la sicurezza dell'Unione africana. Secondo la radio nazionale, anche oggi migliaia di persone hanno partecipato a marce in varie città del paese per esprimere il sostegno alla giunta militare.

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