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Nigeria, rapito lavoratore della ditta italiana Gitto

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Crescono le informazioni sul cittadino pachistano sequestrato stamani nello stato di Rivers, nel sud della Nigeria. L’uomo lavora per la ditta italiana Gitto, che sta costruendo una strada per collegare la cità di Bodo a Bonny Island.

A dare conferma del sequestro è stata l’impresa edile  stessa, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla questione. Stando però a quanto riferito dalla comunità locale, Patrick Naagbanton, sarebbe stato rapito sul posto di lavoro. Infatti un gruppo di uomini lo avrebbe raggiunto a bordo di imbarcazioni veloci e avrebbe iniziato a sparare in aria. Il capo della polizia di Rivers, Felix Ogbuadu, ha inoltre fatto sapere che i sequestratori hanno già preso contatto con l’azienda, che, però, non ha voluto commentare la notizia.

Il rapimento è avvenuto nella regione abitata dalla popolazione Ogoni, che dagli anni novanta attiva dure mobilitazioni contro le aziende petrolifere straniere, accusate di inquinare la zona, distruggendo le uniche risorse di sopravvivenza per la popolazione locale, quali pesca e agricoltura. La protesta è stata avviata dallo scrittore Ken Saro-Wiwa, condannato a morte nel 1995. Oggi nella regione sono attive numerose bande dedite alla criminalità comune, quindi non è da escludersi che rapimento sia scopo di lucro.

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