Nigeria, rapito lavoratore della ditta italiana Gitto

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Nigeria, rapito lavoratore della ditta italiana Gitto

31 Luglio 2007

Crescono le informazioni sul cittadino pachistano
sequestrato stamani nello stato di Rivers, nel sud della Nigeria. L’uomo lavora
per la ditta italiana Gitto, che sta costruendo una strada per collegare la
cità di Bodo a Bonny Island.

A dare conferma del sequestro è stata l’impresa edile  stessa, ma non sono stati forniti ulteriori
dettagli sulla questione. Stando però a quanto riferito dalla comunità locale, Patrick
Naagbanton, sarebbe stato rapito sul posto di lavoro. Infatti un gruppo di
uomini lo avrebbe raggiunto a bordo di imbarcazioni veloci e avrebbe iniziato a
sparare in aria. Il capo della polizia di Rivers, Felix Ogbuadu, ha inoltre fatto
sapere che i sequestratori hanno già preso contatto con l’azienda, che, però,
non ha voluto commentare la notizia.

Il rapimento è avvenuto nella regione abitata dalla popolazione
Ogoni, che dagli anni novanta attiva dure mobilitazioni contro le aziende
petrolifere straniere, accusate di inquinare la zona, distruggendo le uniche
risorse di sopravvivenza per la popolazione locale, quali pesca e agricoltura.
La protesta è stata avviata dallo scrittore Ken Saro-Wiwa, condannato a morte
nel 1995. Oggi nella regione sono attive numerose bande dedite alla criminalità
comune, quindi non è da escludersi che rapimento sia scopo di lucro.