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‘No alla legge Zan: da Modena parte una campagna verità’

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Sit-in ieri pomeriggio in Piazza Grande a Modena per dire no alla legge Zan appena incardinata in Commissione in Senato. ‘Nel rispetto della normativa anticovid, esponenti di Idea Popolo e Libertà, Popolo della famiglia e Cambiamo, hanno annunciato l’inizio di una campagna di informazione e verità sul reale contenuto del disegno di legge Zan, attualmente in esame al Senato della Repubblica – si legge in una nota dei promotori -. Nello striscione esposto, con la scritta ‘giù le mani dai bambini’, denunciamo la barbara pratica dell’utero in affitto, sostenuta da una parte del mondo Lgbt e tenacemente contrastato dalle Femministe’.
E’ iniziata contemporaneamente la distribuzione di un volantino nel quale Carlo Giovanardi offre una lettura fortemente critica del contenuto testuale della proposta Zan, contenuto, a detta di Giovanardi, ‘ignorato per mala fede o ignoranza dallo stuolo ndi cantanti, attori, nani e ballerine che sottoscrivono appelli in favore di quel testo liberticida e arrogantemente ideologico’.

Ecco il testo del volantino distribuito:

Secondo il testo approvato dalla Camera, ed attualmente in discussione al Senato, dovrebbe diventare legge il punto d) dell’ART.1 che recita: PER IDENTITÀ DI GENERE SI INTENDE L’IDENTIFICAZIONE PERCEPITA E MANIFESTATA DI SE’ IN RELAZIONE AL GENERE, ANCHE SE NON CORRISPONDENTE AL SESSO, INDIPENDEMENTE DALL’AVER CONCLUSO UN PERCORSO DI TRANSIZIONE. Non esisteranno più pertanto uomini e donne, omo o eterosessuali, o transessuali che per libera scelta hanno deciso irreversibilmente di cambiare sesso, ma ognuno e’ quello che si sente di essere al momento, con il diritto di scegliere ad esempio quali servizi igienici pubblici usare, a quale gare sportive iscriversi (maschili o femminili), in quale carcere scontare la pena.
Come giustamente dicono le femministe, con questa definizione il sesso femminile, con le sue specificità, viene cancellato.
Con l’ART.7 viene istituita la GIORNATA NAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA, LA LESBOFOBIA, LA BIFOBIA, E LA TRANSFOBIA nella quale vengono organizzate cerimonie ed incontri anche nelle scuole, di ogni ordine e grado, per illustrare quanto sia sbagliato per esempio non essere d’accordo con la definizioni dell’ art 1 e spiegare ai bambini che cos’è la bifobia, cioè avere un atteggiamento negativo nei confronti di chi ha contestualmente rapporti con persone di ambedue i sessi.
Ma il cuore della legge Zan è la CRIMINALIZZAZIONE DEGLI ATTI DISCRIMINATORI E VIOLENTI PER MOTIVI… FONDATI SUL SESSO, SUL GENERE, SULL’ORIENTAMENTO SESSUALE, SULL’IDENTITA’ DI GENERE O SULLA DISABILITA’ (ART.2).
Poichè gli atti di violenza sono già puniti dal nostro Codice Penale, con aggravanti se compiti per motivi futili od abietti, quali sarebbero le discriminazioni e le idee discriminatorie da colpire?
Lo spiega l’ART.4 che fa salve la libera espressione di convincimenti ed opinioni PURCHE’ NON IDONEE A DETERMINARE IL CONCRETO PERICOLO DEL COMPIMENTO DI ATTI DISCRIMINATORI…
Come è noto negli Stati Uniti sono stati incriminati un pasticciere ed un fotografo che in base alle loro convinzioni religiose si sono rifiutati di confezionare una torta o di scattare foto ad un matrimonio gay.
Approvata la legge Zan chi sosterrà che hanno ragione, sarà incriminato? La risposta purtroppo è sì, anche perché in Italia non c’è una Corte Suprema come negli Stati Uniti, che alla fine ha dato ragione a chi si appellava al Primo emendamento ed alle proprie convinzioni religiose.
Bisogna infatti anche considerare che oltre ai contributi di Regioni ed Enti Locali, le Associazioni LGBT ottengono dallo Stato Italiano 4 milioni di euro all’anno per le loro attività antidiscriminatorie, con stuoli di avvocati pronti a trascinare in giudizio chi non si allinea alla loro dittatura ideologica.
Infine bisogna ricordare che tra i sostenitori della proposta Zan, tantissimi si battono per il diritto di adottare delle coppie omosessuali e lo sdoganamento della ignobile pratica dell’ utero in affitto, una delle forme più odiose di sfruttamento delle donne e programmazione di bambini che vengono fatti nascere obbligandoli ad essere orfani della figura materna.
Per questo diciamo con convinzione Giù le mani dai bambini.

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