“Noi cristiani l’abbiamo spesso evitata, ma è ora di fare penitenza”

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“Noi cristiani l’abbiamo spesso evitata, ma è ora di fare penitenza”

15 Aprile 2010

"Noi cristiani, anche negli ultimi tempi, abbiamo spesso evitato la parola penitenza”, ma ”adesso, sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo che poter far penitenza è grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza”. Papa Benedetto XVI, nell’omelia della Messa celebrata nella Cappella Paolina in Vaticano con i membri della Pontificia Commissione Biblica, ha espresso parole importanti sui casi di pedofilia che sembrano dilagare all’interno della Chiesa e sulle accuse rivolte direttamente a lui.

Il richiamo del papa alla penitenza è giunto al termine di un ragionamento sul “primato” dell’obbedienza a Dio, che dà a Pietro – ha aggiunto richiamando le parole dell’apostolo davanti al Sinedrio – “la libertà di opporsi alla suprema istituzione religiosa” e sottopone tutti gli uomini al suo giudizio. Un giudizio che, in una prospettiva di vita eterna, non va inteso come un limite, ma come “la grazia” di una possibilità di rinnovamento.

Intanto l’associazionismo cattolico scende in piazza per testimoniare la vicinanza al Papa. Ci sarà una manifestazione domenica 16 maggio in Piazza San Pietro organizzata dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal), organismo che raduna 67 associazioni e movimenti ecclesiali,al fine di stringersi “visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre”.

Mons. Mariano Crociata, oggi, aveva ricordato come l’Italia, da un punto di vista giuridico, “è uno di quei Paesi in cui la legge civile non prevede la denuncia di obbligo da parte” dei vescovi, “ci atteniamo all’indicazione generale che il Papa ha dato nella sua lettera agli Irlandesi e cioè la massima cooperazione che si esprime invitando le vittime o i colpevoli a denunciare e a non porre nessun ostacolo”.

Anche l’ex prefetto della Congregazione per il clero Dario Castrillon Hoyos ha spero parole per il Papa, spiegando che “la Chiesa punisce la pedofilia come un gravissimo delitto ma la punisce in accordo con la legge, il che vuol dire che il vescovo non può punire la persona accusata senza il processo al quale ha diritto il delinquente”. Le dichiarazioni di Benedetto XVI, anche se ben lontane dal risolvere la querelle sulla pedofilia, rappresentano un importante apertura del massimo esponente della Chiesa verso i propri fedeli.