Non si placa la polemica a La Sapienza. Guarini incontra i manifestanti

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Non si placa la polemica a La Sapienza. Guarini incontra i manifestanti

15 Gennaio 2008

La protesta studentesca contro la visita del Papa a La Sapienza non si placa. Un centinaio di studenti della Rete per l’Autoformazione che stamani hanno occupato la sede del Senato accademico saranno ricevuti dal rettore Renato Guarini.

Attraverso un loro portavoce, Francesco Brancaccio, fanno sapere: “Visto che il rettore non ci vuole ricevere, malgrado da una settimana continuiamo a chiedergli un colloquio”. Secondo Rete per l’Autoformazione  inoltre il rettore non avrebbe autorizzato iniziative di protesta all’interno dell’ateneo. Da qui la minaccia: “Non ce ne andremo finché non sarà garantito il nostro diritto a manifestare”.

Suona come velata minaccia anche la frase secondo cui “un simile atteggiamento possa portare poi a problemi il giorno della visita del Papa”.

In merito, una nota stampa dell’università informa che: “il gruppo di studenti afferenti alla Rete per l’Autoformazione, radunatisi pacificamente nell’aula del senato accademico, hanno avuto assicurazione dall’autorità di pubblica sicurezza che potranno permanere nella sala fino all’arrivo de Magnifico purché la loro presenza rispetti le regole della pacifica convivenza”.

L’ufficio stampa rende noto che il rettore  riceverà gli studenti che stanno
occupando l’aula del senato accademico.

Intanto per ciò che riguarda la giornata di giovedì l’intervento del papa è previsto per le 11, dopodiché il Pontefice si recherà nella cappella universitaria.

Le polemiche dopo l’annuncio della visita di Joseph Ratzinger lasciano interdetto il Servizio Informazione Religiosa che afferma: “L’università è il luogo della libertà, della ricerca, del confronto, del dialogo, della ricerca appassionata della verità a partire da diverse prospettive, disciplinari, culturali, ideali”, proprio per questo “il cerimoniale ha lavorato di cesello, per non urtare le diverse suscettibilità e il programma prevede la partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico e poi una visita alla restaurata cappella: tutto confermato nonostante le contestazioni. Che preoccupano, non per l’ordine pubblico o per motivazioni politiche o diplomatiche” ma “per il senso di vuoto che questo rifiuto grida alla comunità universitaria innanzi tutto e poi alla più vasta opinione pubblica”.

E ancora, afferma il Sir, “il vuoto di chi rifiuta il confronto, di chi ritorna a forme di anticlericalismo ottocentesco. E’ un mondo che non esiste più, quello per cui la modernità è tale se si libera del cristianesimo, vero semmai il contrario, come suggerisce il dibattito più recente. In ogni caso tutti siamo oggi alle prese con la cruciale questione della ragione, del futuro, delle prospettive di sviluppo della civiltà. Il Papa propone di affrontarla insieme allargando l’orizzonte e lo spazio della nostra razionalità , per usare tutte le nostre potenzialità. Non è un invito o, peggio, un obbligo alla conversione. Non e’ tantomeno uno sfoggio di potenza o di invadenza. E’ una ipotesi di ricerca, è un suggerimento, che – conclude il Sir – raggiunge la libertà e l’inquietudine di chi cerca”.