Non solo satira ma un’analisi seria sul terrorismo e l’odio verso l’Occidente
08 Gennaio 2015
di Redazione
L’azione bestiale perpetrata nella redazione del settimanale satirico parigino “Charlie Hebdo” non può trovare nessuna giustificazione in nome di nessuna civiltà, di nessuna cultura, di nessuna provocazione. Ma il mondo occidentale oggi ha invocato, accanto all’indiscutibile intoccabilità della vita umana, il diritto alla libertà d’espressione ed in particolare il diritto di satira.
Mettere in campo questi due argomenti è fuorviante e depotenzia l’allerta indispensabile e la metodologia di reazione che dovrebbero motivare coloro che, come noi europei pretesi “nemici” dell’Islam estremista e violento, corrono rischi serissimi. In atto è una guerra anomala, quella che i fondamentalisti in modo strisciante e apparentemente disordinato hanno promosso da alcuni anni. E più noi divaghiamo sulle sue cause più gli rendiamo facile sia il percorso bellico che il reclutamento.
Noi sappiamo bene che il diritto alla libertà d’espressione non giustifica l’aggressione violenta dell’altrui sensibilità, tanto che nei codici penali dei paesi civili è previsto il reato corrispondente. Con parole semplici: il mio diritto di dire ciò che penso di te non mi faculta ad offenderti. Ma la seconda motivazione, il diritto di satira, è ancora più fragile. Come ci ha insegnato il poeta satirico latino Orazio, la satira è ciò che ci diverte dicendo la verità e soltanto a tutela della verità contenuta la satira non si può vietare.
Non ogni irrisione, non ogni parodia, non ogni gag dedicata a un potente o a un altrui valore è dunque satira, ma lo è soltanto quando parte da un sicuro dato di verità. Ciò importa poco agli assassini di stampo islamico. Ma, invocare quando non ricorrono queste cause della furia omicida, finisce con renderla quasi più giustificata: uccidere perché provocati dalla nobile arte della satira fa degli assassini dei folli intolleranti e se noi occidentali così descriviamo i loro crimini ne livelliamo in basso il comportamento criminale. E ciò gli arreca vantaggio.
Dunque, attenzione alle reali dinamiche eziologiche, attenzione alle cause che determinano gli effetti omicidi; sono ben più profonde e devastanti della reazione-punizione per una satira sgradita o per una frase in libertà di modi. Serve l’analisi, quindi. Seria e senza enfasi. Forzare sulla satira e sulla libertà d’espressione potrebbe essere un vero regalo agli assassini.
