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Nucleare. La sfida di Teheran: “Al via arricchimento uranio”

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La tv di stato iraniano ha annunciato che è stato riavviato l'arricchimento dell'uranio. L'arricchimento al 20% avviene a partire da stamani nel sito di Natanz, nel centro dell'Iran, sotto la supervisione dell'Aiea, l'agenzia per l'energia atomica dell'Onu. Lo dice la tv di stato iraniana. "Oggi abbiamo iniziato a produrre combustibile nucleare arricchito al 20% alla presenza di ispettori dell'Aiea", ha dichiarato un funzionario alla tv di stato iraniana in lingua araba Al Alam. Un portavoce dell'ente iraniano per il nucleare, Ali Shirzadian, ha detto alla Reuters che i "lavori preparatori" sono iniziati alle 09.30 (le 07:00 italiane) e che la produzione avrebbe materialmente preso il via verso le 13:00 locali.

Teheran ieri aveva notificato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la decisione di cominciare a partire da domani, martedì, l'arricchimento dell'uranio al 20%. Lo ha detto il capo dell'Organizzazione nazionale per l'energia atomica (Aiea), citato dalla televisione di Stato. L'ordine di cominciare l'arricchimento è stato dato ieri dal presidente Mahmud Ahmadinejad, dopo che l'Iran ha rifiutato un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20%, necessario per alimentare un reattore con finalità mediche. In cambio l'Iran avrebbe dovuto consegnare il 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%.

Da Washington l'annuncio iraniano è stato definito "una mossa provocatoria" che "sfida le risoluzioni delle Nazioni Unite". E da Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy e il segretario di Stato Usa alla Difesa, Robert Gates, secondo quanto si è appreso a margine di un loro incontro, hanno concordato sulla necessità di "sanzioni forti" da imporre contro il programma nucleare dell'Iran pur "nella speranza di riprendere i negoziati". Ma uno stop alla possibilità di nuove sanzioni Onu contro l’Iran arriva dalla Cina. Pechino ha chiesto ulteriori negoziati con Teheran, dopo i ripetuti appelli di alcuni Paesi occidentali per nuovi provvedimenti contro l’Iran, che continua a sviluppare il suo programma nucleare. La Cina è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e potrebbe dunque esercitare il proprio diritto di veto.

 

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