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Nucleare, Slovenia: “In Italia nessun pericolo”

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I Ministeri dell'Ambiente e del Lavoro, Salute e Politiche Sociali minimizzano il rischio di inquinamento radioattivo in Italia dopo l'incidente di ieri alla centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, e fanno sapere che "nel nostro paese la vigilanza resta comunque alta anche se, stando ai dati esistenti, non esiste alcuna forma di pericolo derivante dall'incidente".

Per il dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo "sono pienamente tranquillizzanti le notizie che giungono" dalla Slovenia: "l'Agenzia Europea responsabile della vigilanza in questo settore ha infatti comunicato all'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente, che il reattore è spento e che non sono segnalate emissioni di radioattività. Ogni eventuale allarmismo è quindi fuori luogo".

"Analoghi tranquillizzanti dati - prosegue il Ministero dell'Ambiente - sono arrivati dalla rete di monitoraggio della radioattività, presente su tutto il territorio nazionale, con oltre 300 centraline, che non ha segnalato alterazioni della radioattività in Italia, ed in particolare nelle zone di confine, più vicine al luogo dell'incidente".

"La situazione è stata, e continua ad esser seguita ad horas, dai tecnici dell'Apat, che si stanno recando, nelle località di confine più vicine al luogo dell'incidente per ulteriori e più approfonditi rilevamenti. Va tuttavia rilevato - prosegue il ministero - che l'allarme lanciato dalla Slovenia nasce da un meccanismo di tutela che obbliga tutti i paesi che ospitano centrali nucleari a segnalare ogni incidente. Il reattore di Krsko e del 1991, di seconda generazione. Si tratta di una centrale a doppio circuito ad acqua pressurizzata. L'incidente verificatosi è fra quelli ritenuti possibili e per i quali esistono sistemi di salvaguardia che sono entrati in funzione evitando ogni rischio".

"Nel nostro paese la vigilanza resta comunque alta anche se, stando ai dati esistenti, non esiste alcuna forma di pericolo derivante dall'incidente in Slovenia", conclude il Ministero.

Anche il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali ricorda che l'Apat "conferma che l'incidente non ha riguardato emissioni nell'ambiente circostante di materiale radioattivo, ma si è trattato di una rottura dell'impianto di raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo con versamento dell'apposito liquido contaminato nella vasca esteriore al nucleo appositamente destinata. La vasca ha assorbito completamente il liquido di raffreddamento contaminato senza alcuna emissione nell'ambiente esterno e, pertanto, si può escludere qualsiasi rischio di contaminazione nucleare del nostro Paese. Si conferma invece - conclude il dicastero di Sacconi - l'efficienza dei nostri sistemi di allerta nucleari permanenti".

 

 

 

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