Nuova influenza. Morto il primo italiano, un romano che viveva in Argentina

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Nuova influenza. Morto il primo italiano, un romano che viveva in Argentina

26 Luglio 2009

Giulio Masserano, un romano che viveva in Argentina, è morto oggi a causa della influenza A. A diffondere la notizia è stata la figlia Erica. Si tratta del primo italiano deceduto per tale malattia.

"Mio padre è morto stamane alle 06.30 (locali) all’Ospedale italiano di Buenos Aires", ha detto la figlia della vittima ai cronisti precisando che Masserano "era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa". "Nel momento del ricovero era una settimana che aveva la febbre e la tosse", ha detto ancora la figlia di Masserano.

L’uomo aveva 56 anni, era nato ed aveva studiato a Roma, nel quartiere Africano. Si era diplomato al liceo classico Torquato Tasso e si era laureato in ingegneria Elettronica all’Università La Sapienza. Nel 1993 la famiglia si era trasferita in Argentina. In questo Paese aveva aperto l’agenzia di viaggi Erica, dal nome della figlia. Cominciò ad andare in Argentina per ragioni di lavoro, si occupava di telecomunicazioni, "e….. anno dopo anno, sono rimasto in Argentina – scriveva lui stesso su un sito, ExpatClic.com -, un Paese dove noi italiani siamo sempre bene accolti e dove in ultima analisi ti senti un po’ come a casa tua, in Italia. Ho pensato di mettermi in proprio ed ho fondato insieme a mia moglie Grazia, anche lei italiana ed ‘espatriata’ come me, un Operatore Turistico qui in Argentina", specializzato nel turismo tematico. Masserano raccontava anche che un paio di volte l’anno rientrava con la moglie in Italia per andare a trovare la figlia Erica che studia teatro a Roma. (ANSA) "Insomma faccio la spola tra Roma e Buenos Aires – spiegava – con frequenti viaggi a Milano quando sto in Italia. Mi godo mia figlia e lavoro!".

E proprio l’Argentina è fra i Paesi in cui l’influenza A/H1N1 sta provocando il maggior numero di morti: in poco più di un mese il virus ha ucciso almeno 137 persone, secondo l’ultimo aggiornamento fornito oggi dai Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc).

Le vittime del virus pandemico sono finora più numerose soltanto negli Stati Uniti, dove ad oggi se ne sono registrate 302, e in Messico, con 140. In altri Paesi sudamericani, come il Cile, i casi sono quasi il quadruplo rispetto a quelli registrati in Argentina (ad oggi 11.641), ma le morti sono 79. L’impennata di casi nell’emisfero Sud, dove è inverno, era attesa dalle autorità sanitarie internazionali poichè, come i virus dell’influenza stagionale, quello pandemico si diffonde più facilmente con il freddo. L’allarme in Argentina era scattato a fine giugno, quando le autorità di Buenos Aires avevano dichiarato l’emergenza sanitaria nella provincia. E la preoccupazione era salita ulteriormente quando, a metà luglio, in breve tempo si è passati da 40 a 137 morti. Una situazione, questa, che nei giorni scorsi ha portato Stati Uniti e Gran Bretagna a raccomandare prudenza ai viaggiatori, invitandoli ad evitare di andare in Argentina.

Tra i primi ad essere colpiti dal virus pandemico ci sono stati medici e infermieri, con un picco di ben il 40% di assenze dagli ospedali che ha messo in ginocchio la sanità pubblica del Paese. Una crisi sanitaria per risolvere la quale il governo ha deciso di stanziare una cifra pari a 190 milioni di dollari, mentre è stato predisposto un sito internet a disposizione degli studenti, per seguire le lezioni da casa. Per cercare di limitare la diffusione del virus, all’inzio del mese il Parlamento aveva deciso di estendere la pausa dei lavori prevista per le vacanze invernali, con la chiusura di entrambe le Camere fino al 31 luglio.

Sempre all’inizio di luglio era stata decisa la chiusura dei teatri per dieci giorni e le autorità locali hanno deciso di chiudere tutte le scuole nella provincia di Buenos Aires fino al 3 agosto. Le prime vittime dell’influenza A/H1N1 in Argentina risalgono al 16 giugno scorso: una bambina di tre mesi per la quale non sono mai state chiarite le cause del contagio e un uomo di 28 anni la cui salute era da tempo compromessa. Finora le vittime del virus pandemico sono state soprattutto persone che avevano già problemi di salute oppure le complicanze causate dall’influenza. Tra queste la più comune è la polmonite, come è accaduto nel caso della prima vittima italiana in Argentina, Giulio Masserano.

La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e la rete diplomatica e consolare, svolge "una costante azione di monitoraggio sull’andamento della pandemia, con particolare riguardo ai paesi più colpiti". È quanto precisano fonti del ministero degli Esteri interpellate sull’evoluzione dell’influenza A, anche alla luce della notizia del decesso dell’italiano. Notizia che – precisano le stesse fonti – è stata accolta con molta "tristezza e cordoglio". La Farnesina ricorda così che sono sempre aggiornate le indicazioni e i consigli per i connazionali sul sito dell’Unità di crisi "Viaggiare sicuri". E sottolinea come la notizia del nuovo decesso riproponga la "necessità di un sempre più efficace coordinamento a livello europeo e globale per combattere la pandemia".