Oggi Berlusconi al Quirinale: gli italiani vogliono votare
29 Gennaio 2008
di Redazione
Alle 10.30 Silvio Berlusconi salirà al
Colle accompagnato dai capigruppo Elio Vito e Renato Schifani.
Forse potrà esserci anche Giulio Tremonti ma idealmente “insieme
a me ci saranno milioni di italiani che vogliono andare a
votare”.
Berlusconi va incontro al giorno atteso da quasi due
anni con la consapevolezza che Giorgio Napolitano potrebbe
presentargli l’opzione ‘non voto ora’ per ipotizzare un governo
del presidente che duri lo spazio di pochi mesi per realizzare
poche cose. Un’ipotesi che l’ex premier non vuole e che proverà a
respingere fermamente. Berlusconi, con il rispetto dovuto
all’uomo e alla carica (tra i due i rapporti sono sempre stati
positivi), manifesterà tuttavia il suo dissenso per un percorso
diverso dal ritorno alle urne. Ascolterà la posizione
rappresentata dal Capo dello Stato, ma replicherà che ora non è
possibile chiedere a Fi di dare il suo assenso a un nuovo
Esecutivo, fosse anche ‘di scopo’.
Per Veltroni, che sarà alla
guida della delegazione del Pd stamattina alle 11.30 al
Quirinale, le riforme di cui il Paese ha bisogno si possono fare
in “otto, dieci mesi, forse un anno”. “E’ necessario riscrivere
le regole del gioco – ha spiegato – e avviare una stagione di
riforme, cambiare la legge elettorale, dimezzare il numero dei
parlamentari e cambiare i regolamenti di Camera e Senato”.
Già domani, mercoledì mattina, ci potrebbe essere la ‘sterzata’
alla crisi. Del resto ai gruppi di Lega Nord, Udc, Prc e An che
ieri sono saliti al Colle lo stesso Napolitano avrebbe spiegato
che è un suo preciso diritto-dovere tentare di verificare se una
maggioranza politica esiste. Quanto all’ipotesi di un governo
‘ponte’ guidato da Giuliano Amato, personalità che non sarebbe
sgradita al centrodestra, chi ha parlato con Napolitano
nell’ambito delle consultazioni di ieri spiega che “il presidente
non ha fatto nomi” ma certo “si sa che quello di Amato sta
salendo, rispetto allo stesso Marini”.
Dopo aver visto oggi Forza
Italia e il Partito democratico il presidente dovrebbe prendersi
una nottata per riordinare i pensieri e poi decidere quale
direzione dare alla crisi.
(Apcom)
