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OGM: consigli di lettura per l’estate

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A volte si sente l’esigenza forte e impellente di capirne e saperne un po’ di più su un argomento per poter dare un giudizio proprio, ragionato, consapevole e non condizionato. E’ questo credo sia quello che sentano i non esperti del settore (praticamente la maggior parte degli italiani), che in queste ultime settimane sono bombardati da notizie sugli OGM. 

Il commento di Maurizio Cocucci sul testo “Agrobiotecnologie nel contesto italiano” edito dall’INRAN contribuisce senz’altro a fare chiarezza su un argomento per il quale le polemiche degli ultimi mesi hanno acceso gli animi di politici e agricoltori e… confuso le idee alle massaie. Ci sfugge un po’ quale sia la logica dietro la guerra delle soglie relative alla presenza di OGM all’interno dei prodotti da agricoltura biologica (Vita 3/8/2007 p. 26 e cfr. L’occidentale 24/05/2007 - Agricoltura OGM o Agricoltura Biologica? Un falso dilemmarema contro la qualità e la sicurezza delle nostre produzioni bio e non solo…”] trovano forse una risposta in un passo del Prof. Cocucci (Spazio Rurale 8/9 2007): …in assenza di qualsiasi indicazione negativa [relativa all’assenza di prove sugli effetti negativi degli OGM] viene comunque, contro ogni logica scientifica, propugnata l’opportunità del non utilizzo degli OGM. Appare come una estrema metafisica volontà di applicazione del “principio di precauzione” anche nell’assoluta assenza di prove di reali aspetti negativi. Ignorando che ogni verità scientifica è vera fino a prova contraria e che su questo principio si è fondato lo sviluppo della civiltà dell’uomo. Se un tale comportamento fosse stato applicato all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e alle relative applicazioni tecnologiche, la civiltà dell’uomo non avrebbe avuto nessuno sviluppo e l’uomo non avrebbe mai combattuto efficacemente la fame.

Meditate gente…

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1 COMMENT

  1. OGM e cautele
    Una ricerca italiana condotta per due anni (2005) da Manuela Malatesta (università di Urbino) e Marco Biggiogera (università di Pavia) con il supporto dell’Istituto zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche ha rilevato «modificazioni» negli asnimali da laboratorio alimentati con soia OGM: nelle cellule dei testicoli si è notato un calo della sintesi di rna, indice di un rallentamento del metabolismo cellulare, e modifiche al fegato e al pancreas.
    Un dossier della stessa Monsanto (2005) cita anomalie significative nell’organismo di ratti alimentati con mais OGM Mon 863.
    Ed esistono altre ricerche debitamente pubblicate con tutti i crismi, che sollevano analoghi problemi.

    Gli OGM sono coltivati commercialmente solo da 12 anni: manca ancora uno studio epidemiologico ad ampio raggio che ne accerti l’innocuità.

    La pretesa di seminarli ovunque in campo aperto, con i rischi di contaminazione “inevitabile” costitusice un azzardo.

    Se la “contaminazione” è ritenuta “inevitabile” dalla normnativa europea, dalle aziende sementiere e dagli stessi biotecnologi, non c’%C3

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