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Ok Senato Usa a bilancio di spesa di 385 miliardi di euro senza data ritiro dall’Iraq

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Nonostante lunga battaglia a favore del ritiro dei soldati dall’Iraq portata avanti dai democratici, il Senato Usa ha deciso ieri di far passare la proposta di legge omnicomprensiva di 555 miliardi di dollari (385 miliardi di euro) comprendente anche 70 milioni di dollari (48 milioni di euro) da destinare alla guerra in Iraq.

Secondo il Senatore  Bill Nelson (Democratico-Florida), che ha commentato la delusione dei suoi alleati: “alla fine, per noi [democratici ndr]  c’era ben poco da fare”.  Gli avversari Repubblicani sono riusciti ad imporre il loro volere, non ci sarà quindi una data definitiva per il ritiro delle truppe dall’Iraq. Quello che più conta, però, è che i Democrats hanno perso la loro battaglia principale, tesa ad impedire alla Casa Bianca di mettere a disposizione fondi senza restrizione per l’Esercito e le spese militari in genere, nonostante l’opinione degli esperti del Pentagono che avevano messo in guardia i Democratici sul fatto che una tale politica avrebbe potuto creare non pochi problemi ai militari americani di stanza in Iraq.

Per dare la dimensione del fiasco democratico, basti pensare al risultato ottenuto dalla proposta di legge avanzata dai Senatori Russel Feingold del Wisconsin ed Harry Reid del Nevada,  che chiedeva il ritiro dei soldati Usa dall’Iraq entro nove mesi e che ha ottenuto appena 24 voti al Senato ( contro i 69 necessari), senza che nessun Repubblicano la appoggiasse.

Ancora più significativo il fatto che lo stesso Senatore Carl Levin (democratico del Michigan), uno dei fautori più accesi del ritiro anticipato, ha preso le distanze dalla sua stessa linea politica, proponendo una più ragionevole risoluzione non vincolante per suggerire al Presidente di cominciare a limitare l’impegno americano in Afghanistan e in Iraq. I Democratici, complice anche la minaccia di veto più volte reiterata dallo stesso Presidente Bush, hanno quindi deciso di gettare la spugna ed evitare di accorpare la proposta di legge al ritiro anticipato dei soldati Usa dall’Iraq.

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