Olimpiadi di Pechino: inizia il conto alla rovescia

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Olimpiadi di Pechino: inizia il conto alla rovescia

08 Agosto 2007

Pechino
2008
, -365. Ancora un anno e scatterà l’ora esatta dei XXIX Giochi
Olimpici dell’era moderna, precisamente alle 8:08 dell’8/8/08. Gli
organizzatori calcolano al minuto i tempi dei lavori in corso nella capitale,
rassicurando CIO e governo cinese: tutto procede secondo le previsioni.
Previsioni che da mesi denunciano ritardi più o meno consistenti, nella
consegna dei trentasette siti da predisporre, avveniristico Stadio “a nido d’uccello” compreso. Da
quando ha cominciato a mettere il becco nella questione, il premier Wen Jiabao
si è subito convinto che nei cantieri si possa fare di meglio e di più. Certo,
senza ricorrere a manovalanza minorile. Ma anche senza concedere troppi turni
di riposo agli operai.

Il capo del Consiglio di Stato segue in prima persona
l’andamento lento della realizzazione delle opere, riferendo direttamente al
presidente della Repubblica. È dal 13 luglio del 2001, che sotto la
supervisione dello stesso Hu Jintao il Dragone sta facendo fuoco e fiamme, per
farsi trovare pronto e più che mai competitivo, nei quindici roventi giorni di
gara in programma (ventotto le discipline ammesse, più di trecento gli eventi
calendarizzati). La lunga marcia dello sport cinese, verso il traguardo delle
Olimpiadi di casa, non può assolutamente permettersi passi falsi giusto sulla
dirittura d’arrivo, magari per colpa di una buca nell’asfalto, lasciata su una
strada che non si è provveduto a rimettere a nuovo. La nazionale del grande
paese ospitante si è quindi preparata con scrupolo e largo anticipo, a questo
appuntamento con la vetrina mondiale dei Cinque cerchi.

L’indomani
dell’assegnazione dei Giochi, è stata lanciata una campagna per
l’incentivazione della pratica sportiva, che ha coinvolto a vario titolo
federazioni, municipalità, scuole e – va da sé – sezioni territoriali del
Partito. Il reclutamento degli atleti più futuribili è passato man mano per la
trafila giovanile di un sistema quasi infallibile, almeno a giudicare dai
risultati conseguiti, soprattutto nel medio-lungo periodo. E al di là del
sontuoso medagliere esibito in patria dopo Atene 2004, il vanto maggiore dello
squadrone cinese riguarda soprattutto i successi ottenuti tra gli under 20
maschili e femminili di svariate discipline, autori in questi anni di
prestazioni vistosamente elevate, come in un autentico crescendo di forma collettivo.

Le Universiadi di Bangkok, che si aprono
domani, saranno un banco di prova particolarmente attendibile, per verificare
la portata di questa crescita complessiva, molto sofferta dai concorrenti
occidentali. Per intanto, davanti agli occhi dei nazionali senior, il governo
di Pechino fa tintinnare fino a 500000 yuan (quasi il reddito medio di una
vita), in eventuale pronta consegna nelle mani di ciascuna delle medaglie d’oro
olimpiche, ancora da qui a un anno. Ma ci sarà tempo per contrattare altri
premi e contattare ulteriori sponsor, in particolare tra quelli tecnici. E il
piatto potrebbe farsi anche più appetitoso, per tanti sportivi con fame di
vittoria, guadagno e visibilità internazionale. Gli impianti, le
infrastrutture, la logistica, i servizi: sono queste le urgenze che non possono
aspettare, in riva all’inquinatissimo Chaobai. -365, …