Omicidio Hina, 30 anni al padre e ai due cognati
13 Novembre 2007
di Redazione
Trenta anni al padre e ai due cognati di Hina. Questa la sentenza per lo sgozzamento della ragazza. Due anni e 8 mesi allo zio.
“Quello che si conclude oggi, per l’omicidio di Hina, è un processo simbolo”, ha detto Daniela Santanchè, giunta poco fa a Palazzo di Giustizia a Brescia.
La portavoce de La Destra ha inoltre aggiunto: “spero che gli imputati vengano tutti condannati. Bisogna che si capisca che in Italia non si possono uccidere le donne”. Parlando poi di uno dei quattro imputati, per il quale l’accusa ha chiesto la condanna non per omicidio, ma per occultamento di cadavere, ha aggiunto: “Non è un occultamento di cadavere qualsiasi. Hina era stata sistemata con il corpo rivolto verso la Mecca. Si tratta quindi di un occultamento con un significato particolare. Non capisco poi perchè quest’uomo sia già stato rimesso in libertà ”.
Ha poi detto che parteciperà alla manifestazione in programma contro la violenza sulle donne il 24 novembre prossimo a Roma aggiungendo: “La violenza è sempre la stessa e va sempre condannata, sia che venga commessa su una donna da italiani o da stranieri. Ma c’è comunque una differenza profonda: da noi le donne non si uccidono per motivi religiosi. C’è chi vuole far nascere califfati in Italia, luoghi dove vige la sharia”.
