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Omicidio Kercher. Frattini: “Nessuna critica da Hillary Clinton”

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Interviene la diplomazia per sminare quello che alcuni commentatori hanno elevato a 'caso diplomatico' tra Italia e Usa sulla condanna dell'americana Amanda Knox per l'omicidio della britannica Meredith Kercher: il giorno dopo le parole di Hillary Clinton, è il ministro degli Esteri Franco Frattini a gettare acqua sul fuoco, chiarendo - da Bruxelles - che da parte del segretario di Stato Usa non è arrivata nessuna critica alla sentenza dei giudici di Perugia.

Nè pubblica, nè tantomeno per via diplomatica, perchè, ha spiegato il titolare della Farnesina, non c'è stato alcun contatto tra Roma e Washington sulla vicenda, nè ce ne saranno in futuro. "Chi critica? Una petizione popolare guidata dai familiari della condannata, non certo Hillary Clinton", ha osservato il capo della diplomazia italiana, invitando tutti a "non fare confusione". In effetti, nel corso della trasmissione di ieri della rete Abc, la Clinton - ad una precisa domanda dell'intervistatore - aveva semplicemente ammesso di non conoscere la vicenda, limitandosi a dare la propria disponibilità ad ascoltare chiunque avesse perplessità sulla condanna della ragazza e a chiarire comunque di non aver espresso alcun timore al governo italiano. Non propriamente una dichiarazione di guerra, come l'ha presentata qualcuno. È vero tuttavia che l'incessante campagna di mobilitazione alimentata dalla famiglia Knox sta avendo larga eco sui mezzi di informazione americani.

Un tam tam mediatico che ha spinto forse nei giorni scorsi la senatrice democratica Maria Cantwell - eletta a Seattle, la stessa città della condannata - ad attaccare la giustizia italiana e a denunciare l'ombra dell' "antiamericanismo" dietro la condanna della connazionale. È probabile che il fuoco di fila dei media americani contro i giudici italiani non si fermi qui, con l'obiettivo di tenere alta la tensione anche in vista del giudizio di appello. Anche perchè gli americani sono notoriamente 'allergicì a far processare - e tantopiù condannare - propri connazionali da un sistema giudiziario che non sia il loro.

Ma non è un caso che oggi l'ambasciata americana a Roma abbia voluto smorzare i toni, chiarendo che gli Stati Uniti "non commentano" il sistema giudiziario italiano: "La vicenda - spiegano dalla sede dell'ambasciata di via Veneto - continuerà ad essere seguita", ma "come avviene per qualsiasi caso giudiziario che riguardi cittadini statunitensi".

Anche Frattini, dopo aver sgombrato il campo dagli equivoci di presunte tensioni diplomatiche, ha definito "giusto e normale" l'interessamento del segretario di Stato Usa. "Io ascolto molte persone che mi vengono a parlare del caso Forti o del caso Parlanti (due italiani detenuti negli Stati Uniti che si proclamano da anni innocenti, ndr). È giusto che Hillary Clinton ascolti una senatrice americana", ha detto. Secondo la famiglia della Knox, intanto, quelle che stanno giungendo dagli Usa sono "iniziative autonome".

"Amanda - hanno detto i parenti della giovane di Seattle - ha subito un processo regolare che a nostro avviso ha comunque evidenziato la sua innocenza. Si è trattato quindi di un grande errore. Certo, tutto quanto viene fatto per Amanda ci fa piacere. Ma noi - hanno aggiunto con riferimento alle accuse della senatrice Cantwell - non guidiamo i politici".

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