Omicidio Scazzi. Sabrina resta in carcere per l’omicidio di Sarah

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Omicidio Scazzi. Sabrina resta in carcere per l’omicidio di Sarah

13 Novembre 2010

Sabrina Misseri resta in carcere. Il Tribunale del Riesame di Taranto ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa della ragazza accusata di sequestro di persona e concorso nell’omicidio della cugina Sarah Scazzi.

Il Tribunale del riesame, (presidente De Tommasi, a latere Di Michele, che è anche relatore, e Ruberto) ha depositato il solo dispositivo della decisione. Le motivazioni saranno rese note entro 5 giorni.

La notizia del "no" alla scarcerazione di Sabrina è giunta nella casa della giovane ad Avetrana. Alcuni cronisti, presenti in via Deledda, davanti all’abitazione, hanno chiesto un commento alla mamma Cosima Serrano, la quale, dopo aver confermato di essere a conoscenza della decisione del Tribunale, si è solo limitata a fare una domanda: "Che cosa devo dire?".

Alla vicenda si aggiunge la confessione che avrebbe fatto Sabrina ad un’amica di famiglia e sua cliente secondo cui, la sera del 6 ottobre, dopo aver appreso attraverso la tv che il padre, Michele, aveva confessato di aver ucciso la cugina Sarah Scazzi, Sabrina le avrebbe sussurrato all’orecchio: "Papà ha confessato, io sono stata più brava". La testimone è la stessa persona che ha riferito ai carabinieri che la mattina del 26 agosto, mentre era a casa Misseri per un trattamento estetico, avrebbe visto Sarah molto triste chiedendole il motivo, ma la quindicenne sarebbe stata "zittita" con lo sguardo da Sabrina.

Secondo la difesa di Sabrina Misseri, però, queste dichiarazioni sono poco credibili se confrontate non solo con elementi oggettivi già preesistenti, ma anche con altri interrogatori depositati dall’accusa in data 9 novembre 2010. "In ordine all’episodio accaduto durante la trasmissione Chi l’ha visto? – affermano i legali della ragazza – si evince dagli interrogatori di Alessio e Ivano che Sabrina si allontana da casa Misseri subito insieme a loro per tentare di trovare la contrada dove gli investigatori stavano cercando di recuperare il corpo di Sarah". Quindi, secondo i suoi avvocati, Sabrina non uscì in cortile e non sostenne con la sua amica Anna quello scambio di battute sulla confessione che il padre Michele aveva appena rilasciato."Per questo motivo – affermano i legali – le dichiarazioni rese ai magistrati da parte della donna sono inattendibili e per questo motivo non possono comprovare con pervicacia che la stessa testimone dica il vero".