Omicidio Tamim, il magnate egiziano sarà impiccato
21 Maggio 2009
di Redazione
È stato condannato a morte stamane dalla Corte d’Assise del Cairo l’imprenditore edile e parlamentare egiziano Hisham Talaat Mustafa, riconosciuto colpevole di aver pagato due milioni di dollari a un ex agente della sicurezza, Mohsen el Sukkari – anch’egli condannato a morte – per l’uccisione della cantante libanese Suzanne Tamim, avvenuta a Dubai il 28 luglio 2008. Anche il killer, autore materiale dell’omicidio, verrà impiccato.
Alla lettura della sentenza di condanna a morte dell’imprenditore e parlamentare Mustafa e dell’ex agente di sicurezza Sukkari che uccise per suo conto la cantante libanese Suzanne Tamim ci sono stati momenti di tensione: il fratello dell’imprenditore, Tarek, ha aggredito fotografi e operatori che inquadravano gli imputati e ha rotto alcune macchine fotografiche e telecamere. Il padre di Sukkari, il generale Mounir el Sukkari è crollato in un pianto dirotto e poi è svenuto cadendo a terra.
All’esterno dell’edificio – nel centrale quartiere di Abdeen – si sono avuti piccoli scontri tra sostenitori di Mustafa ed agenti di polizia che impedivano loro di entrare. Leggendo la sentenza, il presidente della corte ha comunicato che la sentenza definitiva (con le motivazioni) sarà resa pubblica il 25 giugno, quando il Gran Muftì d’Egitto la ratificherà, secondo le procedure che prevedono questo pronunciamento perchè la decisione della magistratura sia resa formalmente valida.
Il processo ai responsabili dell’omicidio della Tamim ha catalizzato l’attenzione dei media arabi perché il magnate egiziano è considerato vicino a Jamal Mubarak, figlio del presidente egiziano Hosni Mubarak e leader del partito al governo.
