Onu. L’Italia ribadisce: “No a nuovi seggi permanenti”

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Onu. L’Italia ribadisce: “No a nuovi seggi permanenti”

08 Novembre 2010

Piena "condivisione" all’idea americana di un maggior coinvolgimento delle potenze emergenti, come l’India, nella governance globale, ma "no" all’aumento dei seggi permanenti in Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La linea italiana al processo di riforma delle Nazioni Unite, e in particolare al Consiglio di Sicurezza, è stata ribadita oggi dall’Italia dopo le aperture del presidente americano, Barack Obama, all’ingresso permanente dell’India nel Consiglio. "Come Obama riconosciamo e condividiamo l’esigenza che ci sia pieno coinvolgimento delle potenze emergenti nella governance globale. Siamo però convinti – sottolineano fonti della Farnesina – che tutto questo non si possa realizzare attraverso l’aumento dei seggi permanenti".

La posizione italiana, ribadiscono fonti della Farnesina, è nota: Roma si batte per una riforma del Consiglio di sicurezza che sia "più democratica e maggiormente rappresentativa". Per questa ragione l’Italia sta da tempo lavorando – nel gruppo Uniting for Consensus – ad una proposta di riforma "articolata in cui si possano coniugare rappresentatività ed efficacia".

In quest’ottica per l’Italia si ritiene "cruciale" la necessità che, di fronte all’emergere delle legittime rivendicazioni delle nuove potenze emergenti, l’Europa si organizzi per "rafforzare le proprie capacità" e inizi ad "agire in maniera più coesa" per una governance globale e quindi anche nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.