Opel. La tv tedesca annuncia: “Raggiunto accordo tra GM e Magna”

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Opel. La tv tedesca annuncia: “Raggiunto accordo tra GM e Magna”

29 Maggio 2009

Secondo quanto diffuso dalla tv tedesca N-24, GM e Magna avrebbero raggiunto un accordo di massima sula Opel per l’acquisto della società automobilistica tedesca.

"Non posso confermare un accordo con General Motors". Così Siegfried Wolf, co-amministratore di Magna – in un’intervista all’agenzia Bloomberg – replica alla notizia diffusa dall’emittente tedesca.

Immediata la risposta dell’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne che, intervenendo a una conferenza a Montreal, ha assicurato che "la Fiat è ancora interessata a Opel ed è molto interessata alle attività in America Latina di General Motors". L’Ad ha poi aggiunto che anche se è tardi "è necessario che l’Unione Europea si occupi del caso Opel".

La notizia giunge poche ore dopo le dichiarazioni del sottosegretario all’economia tedesco Peter Hintze che, a chi gli chiedeva di commentare la decisione del numero uno del Lingotto Sergio Marchionne di non partecipare oggi alle riunioni in corso oggi a Berlino sul caso Opel, ha risposto: "La Fiat non ha partecipato solo agli incontri di oggi, ma ha comunque detto che rimane nel negoziato". Hintze aveva parlato arrivando a Bruxelles all’incontro tra la commissione UE e i ministri europei dell’industria dedicata alla situazioni delle filiali europee di General Motors.

La scelta dell’Ad del Lingotto è stata fortemente criticata. "È incredibile l’assenza di iniziativa del governo italiano nella vicenda della trattativa di Fiat per un accordo con Opel". Ad affermarlo è il portavoce del Pd, Andrea Orlando.

"Nelle scorse settimane – ricorda Orlando – Fiat è stata chiamata a dar conto delle proprie intenzioni oltre che dal governo persino dalle autorità locali tedesche. Il governo italiano è stato, sostanzialmente, tagliato fuori dagli sviluppi della trattativa". "È davvero incredibile l’assenza di iniziativa del nostro governo – prosegue il portavoce del Pd – in una vicenda nella quale si giocano le sorte di decine di migliaia di lavoratori italiani. È l’ennesima dimostrazione del vuoto strategico che caratterizza il nostro esecutivo in particolar modo nell’ambito delle politiche industriali". "Il Paese al di là della propaganda – conclude – è privo di un riferimento proprio mentre a causa della crisi ne avrebbe più bisogno".