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Padre Bossi: appello dei missionari ai due governi

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I missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) nelle Filippine hanno rivolto un appello al governo italiano ed a quello di Manila, affinché sia compiuto ogni sforzo per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, lo riferisce AsiaNews. L'appello è rivolto anche ai suoi rapitori del missionario cattolico affinché venga liberato immediatamente e senza condizioni.

Lo si apprende dal blog aperto dai missionari locali per raccogliere informazioni e preghiere sul loro confratello, portato via da un commando composto da sconosciuti armati lo scorso 10 giugno mentre si recava a celebrare messa nella parrocchia di Payao, nell'arcipelago meridionale di Mindanao.

Nell''appello al Governo italiano, al premier Romano Prodi, al ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Governo filippino, al Presidente Arroyo si ricorda che "al momento non è stata ricevuta alcuna richiesta di riscatto e questo fa credere che il missionario si trovi ancora nella regione, secondo i responsabili della polizia". Ma l'appello "è rivolto prima di tutto ai rapitori, per la liberazione immediata e incondizionata di don Bossi e, in secondo luogo, a tutte le autorità competenti, con l'auspicio che sia compiuto ogni sforzo rivolto alla liberazione dell'ostaggio. Liberate padre Giancarlo Bossi". 
 

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