Padre Bossi: “sono possibili altri sequestri”

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Padre Bossi: “sono possibili altri sequestri”

23 Luglio 2007

“Altri missionari stranieri potrebbero cadere nella rete dei
sequestratori nel Mindanao, a meno che non vengano prese drastiche contromisure”.
A pochi giorni dalla sua liberazione, dopo 39 giorni di prigionia, padre Giancarlo Bossi
lancia l’allarme su nuovi possibili sequestri nelle Filippine.

 “I rapitori puntano
sugli stranieri nella speranza di ottenere un riscatto con il quale finanziare
le attività illegali”, afferma il missionario al’agenzia locale AsiaNews. E dichiara
di credere “alle parole dei rapitori, i quali hanno giurato che non verrà
sequestrato di nuovo anche nel caso di un ritorno nella parrocchia di origine,
a Payao”.

Nonostante l’esperienza del rapimento padre Bossi ha fatto
sapere fin da subito di voler tornare alla sua missione e ha aggiunto: “Amo il
popolo filippino e continuerò a servirlo, oggi ancora di più dopo le
dimostrazioni di affetto e preghiera durante i giorni trascorsi nelle mani dei
rapitori”.

Intanto per quanto riguarda la questione della sicurezza nel
paese, l’agenzia del pontificio Istituto Missioni Estere, ha spiegato che “la
crescente militarizzazione della zona voluta da Manila appare in realtà come
una brutale aggressione verso la popolazione locale che spesso sfocia in atti
di violenza come omicidi extragiudiziali e arresti coatti, anche di figure
appartenenti alle chiesa locale”.