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Padre Bossi: “sono possibili altri sequestri”

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“Altri missionari stranieri potrebbero cadere nella rete dei sequestratori nel Mindanao, a meno che non vengano prese drastiche contromisure”. A pochi giorni dalla sua liberazione, dopo 39 giorni di prigionia, padre Giancarlo Bossi lancia l'allarme su nuovi possibili sequestri nelle Filippine.

 “I rapitori puntano sugli stranieri nella speranza di ottenere un riscatto con il quale finanziare le attività illegali”, afferma il missionario al’agenzia locale AsiaNews. E dichiara di credere “alle parole dei rapitori, i quali hanno giurato che non verrà sequestrato di nuovo anche nel caso di un ritorno nella parrocchia di origine, a Payao”.

Nonostante l’esperienza del rapimento padre Bossi ha fatto sapere fin da subito di voler tornare alla sua missione e ha aggiunto: “Amo il popolo filippino e continuerò a servirlo, oggi ancora di più dopo le dimostrazioni di affetto e preghiera durante i giorni trascorsi nelle mani dei rapitori”.

Intanto per quanto riguarda la questione della sicurezza nel paese, l’agenzia del pontificio Istituto Missioni Estere, ha spiegato che “la crescente militarizzazione della zona voluta da Manila appare in realtà come una brutale aggressione verso la popolazione locale che spesso sfocia in atti di violenza come omicidi extragiudiziali e arresti coatti, anche di figure appartenenti alle chiesa locale”.

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