Pakistan. Dopo la Bhutto economia in ginocchio
02 Gennaio 2008
di Redazione
Prezzi dei prodotto alimentari alle stelle, tensione in borsa, danni all’economia. Dopo l’assassinio di Benazir Bhutto l’economia pakistana trema.
E il clima di sfiducia legato alla tesissima situazione pre-elettorale, si riflette su di un Paese già impoverito. Dopo il crollo registrato all’indomani dell’uccisione dell’ex leader dell’opposizione, i corsi azionari – tuttora su livelli superiori del 40% rispetto all’inizio dell’anno – restano deboli. Mentre i disordini nelle strade hanno lasciato sul campo danni ingentissimi con centinaia di veicoli bruciati in tutto il Paese e banche bruciate. I soli danneggiamenti al sistema ferroviario effettuati durante i disordini costeranno al Paese 12,3 miliardi di rupie, circa 138 milioni di euro. Ma è soprattutto l’inflazione a preoccupare: malgrado le speranze della banca centrale pakistana di rallentare la corsa dei prezzi rispetto al +7,9% del 2006, l più recenti previsioni restano prossime a quel picco con i prezzi alimentari che lo scorso anno sono aumentati del 14%, con un raddoppio per alcuni prodotti di prima necessità subito dopo l’assassinio della Bhutto. Ad esempio una forma di pane piatto naan, elemento fondamentale della dieta della popolazione pakistana costava solo una rupia al termine dell’ultimo governo eletto democraticamente prima del colpo di stato militare del generale Musharraf; ora costa 5 rupie, 6 centesimi di euro. Variazioni difficili da tollerare per una popolazione di 165 milioni di persone che, per circa un terzo, è collocata sotto la soglia di povertà.
(Apcom)
