Pakistan. Quasi un milione di profughi in fuga
11 Maggio 2009
di Redazione
Solo solo ieri sono stati almeno 100mila quelli che hanno approfittato di una sospensione del coprifuoco decisa dall’esercito proprio per facilitare l’esodo: per 9 ore la popolazione civile ha potuto mettersi in cammino lasciando le Mingora, Kambar e Rahimabad. Ammassati su autobus o a dorso d’asino gli abitanti delle città si sono diretti verso Peshawar. Ciò che li costringe a fuggire è il conflitto che da qualche tempo vede confrontarsi l’esercito regolare e i talebani.
Il loro futuro immediato è di raggiungere i campi profughi che ospitano già 500mila persone. "Portano quello che possono, si vendono le macchine per racimolare un po’ di denaro e si mettono in cammino – ha riportato un giornalista di al Jazeera -. Anche famiglie rispettabili, che vivevano in grandi case, si sono trasformate in sfollati: profughi nella loro stessa terra". Alla riattivazione del coprifuoco (ieri alle 15) l’esercito – secondo l’emittente satellitare panaraba – ha invitato chi è rimasto nella zona a unirsi alla "guerra contro i talebani".
"Nel corso delle ultime 24 ore tra 180 e 200 insorti sono stati uccisi in differenti località delle regioni di Swat e Shanglas dalle forze di sicurezza" ha detto un portavoce delle forze armate, forte dell’impiego di migliaia di soldati che, appoggiati dall’aviazione (e col sostegno politico Usa), sono impegnati in quella che una volta era una stazione sciistica di prim’ordine con l’ordine di "eliminare" i talebani che da lì si erano spinti fino a un centinaio di chilometri da Islamabad.
Dall’inizio del conflitto le truppe pachistane hanno ucciso circa 700 talebani, estremisti islamici nella valle di Swat, nel Nord Ovest del Pakistan. A dirlo oggi il ministro dell’Interno pachistano Rehman Malik.
