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Pakistan, rifugiati afghani rifiutano il rimpatrio

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La sempre maggiore insicurezza in Afghanistan spinge gli oltre due milioni di afghani rifugiati in Pakistan a rifiutare il rimpatrio.

“No, non voglio andare. Là non c'è pace. Non c'è sicurezza”, ha detto ad esempio il 26enne Ghayassudin, un rifugiato che lavora come tassista a Peshawar, il capoluogo della Provincia della frontiera nordoccidentale (Nwfp), che ospita la maggior parte degli afghani che ha abbandonato il proprio Paese.

“Sono arrivato qui quando ero bambino e il Pakistan è la mia patria”, ha raccontato invece all'agenzia di stampa delle Nazioni Unite 'Irin' il 36enne Raqibullah, arrivato in Pakistan all'epoca dell'invasione sovietica.

Infatti secondo un recente rapporto dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) e del governo pakistano, dei 2,15 milioni di afghani che vivono in Pakistan, l'82 per cento non intende fare rientro nel proprio Paese nel prossimo futuro. Per il 42 per cento dei rifugiati l'Afghanistan non è un Paese sicuro, mentre il 30 per cento sottolinea come nella propria patria non abbia una casa.

“Al momento le preoccupazioni principali sono gli sviluppi della situazione della sicurezza nelle zone di Helmand, Kandahar e Ghazni”, ha spiegato Maryann Maguire, portavoce dell'Unhcr, riferendosi a quelle aree in cui si registra una forte attività dei Talebani.

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