Pakistan: sicurezza rafforzata in tutto il paese
06 Luglio 2007
di Redazione
Dopo quattro giorni dall’inizio degli scontri alla Moschea Rossa d’Islamabad, la sicurezza è stata rafforzata in tutto il Pakistan, soprattutto
lungo il confine con l’Afghanistan.
Le autorità pakistane temono improvvise azioni di rappresaglia
in reazione alla necessaria operazione delle forze governative, che stanno
assediando la “Moschea Rossa”, covo dell’integralismo islamico.
Azioni ostili si temono in particolar modo nelle zone settentrionali del Paese, al
confine con l’Afghanistan, dove sono attivi moltissimi gruppi vicini ai
Talebani. Per questo è sembrato necessario dispiegare urgentemente in diverse
zone del paese un ingente numero di militari.
Nelle ultime ore sono
stati distribuiti volantini, molto probabilmente provenienti dai militanti del
gruppo Mujahidin-i-Bajaur, nei villaggi e nelle cittadine della regione tribale
di Bajaur (area vicina alla frontiera con l’Afghanistan). Si minacciano nuovi attentati nei luoghi
pubblici più frequentati del paese ed attacchi alle forze paramilitari
pakistane. Dai volantini trapelano i
soliti toni di violenza e intolleranza: “I mujahidin condannano con forza
l’operazione e l’uccisione di studenti a Lal Masjid (la Mosche Rossa, ndr) e si vendicheranno
sferrando attacchi kamikaze”.
