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Pakistan: Usa e UE chiedono il ritorno alle leggi civili

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  Continuano gli scontri violenti tra i manifestanti, molti dei quali avvocati, e la polizia pakistana. A Lahore le forze dell'ordine sono state costrette ad usare il gas lacrimogeno e i manganelli per fermare l'impeto della folla. Intanto arrivano condanne dagli Usa e dall'UE e l'auspicio che Musharraf ritiri presto lo stato d'emergenza.

Ad oggi, secondo la Ap, i poliziotti pakistani avrebbero arrestato almeno 1500 persone, tra le quali molti attivisti, giudici e avvocati. La situazione in Pakistan sembra alquanto seria, ma dagli Usa, a parte le condanne di rito, non arrivano provvedimenti concreti. Il Segretario della Difesa, Robert M.Gates, ha dichiarato alla stampa che “le azioni intraprese dal governo pakistano sono state fastidiose”. Poi Gates ha chiesto esplicitamente al Generale Musharraf di ritornare allo stato di diritto: “Chiediamo al Presidente Musharraf di riportare il suo paese ad una costituzione democratica e basata sulla legge il prima possibile”.

Il consiglio è stato immediatamente ripreso dalla Rice, la quale a chiesto al Generale di “togliersi la divisa e riportare le leggi civili”. “Voglio essere chiara, credo che la strada migliore da intraprendere per il Pakistan sia ritornare velocemente sul sentiero costituzionale e poi passare alle elezioni”, ha riferito il Segretario di Stato Usa mentre si trovava ad una conferenza a Ramallah, nella Cisgiordania.

Musharraf aveva sospeso la costituzione lo scorso sabato, poco prima che la Corte Suprema potesse esprimersi sulla legalità della sua conferma alla guida del paese, sancita dalle elezioni presidenziali.

Critiche piovono anche dall’Unione Europea. La Commissione Europea ha ribadito la necessità di ripristinare in Pakistan i diritti civili e di mantenere il calendario previsto per le prossime elezioni. La Commissione europea, inoltre, ha ribadito i pressanti appelli dell'Ue nei confronti del presidente pachistano Pervez Musharraf, dopo l'imposizione dello stato d'emergenza. A lanciare l'appello è stata Christiane Hohmann, portavoce del commissario alle Relazioni Esterne Benita Ferrero-Waldner.

"Siamo preoccupati per la proclamazione dello stato d'emergenza - ha affermato Hohmann - e ci rammarichiamo per la sospensione della Costituzione e dei diritti civili". Per questo, ha proseguito la portavoce, "ribadiamo l'importanza di mantenere il calendario previsto per le elezioni, e l'urgenza di ripristinare l'ordine costituzionale, i diritti civili e la libertà dei media".

La funzionaria ha ricordato che nel corso del 2007 il Pakistan ha ricevuto dall'Ue 15 milioni di euro di aiuti, ma non ha voluto parlare di possibili sanzioni. "Queste - ha affermato Hohmann - ricadono nelle decisioni di competenza degli stati membri". Tra i quali, ha comunque aggiunto, "sono in corso consultazioni in materia".

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