Pannella non passerà!
24 Luglio 2007
di Redazione
L’Ufficio di presidenza del Partito Democratico ha deciso:
PANNELLA NON PASSERÀ! La tutela del pluralismo democratico è stata garantita in
modo esemplare dai tutori dell’ortodossia. Se il buon giorno si vede dal
mattino, il nascente Pd sarà un baluardo inespugnabile per salvaguardare la
nomenclatura oggi al potere da ogni possibile turbamento.
Per quanto Pannella
sia oggettivamente un candidato scomodo e certamente non omogeneo ai desiderata
dei dirigenti del Pd, la decisione del Politburo, pardon, Ufficio di Presidenza
del Partito Democratico (sic) suscita spiacevoli associazioni. Ricordiamo che
Marco Pannella nel 1990, in un articolo sull’Unità, propose ad Achille Occhetto
di chiamare il nascente Pds proprio Pd, Partito Democratico, aggiungendo che se
si fosse chiamato così lui si sarebbe iscritto il giorno seguente.
Evidentemente allora il termine democratico, successivamente diffuso come la
rucola nei piatti estivi, manteneva un carattere troppo liberale, aperto, quasi eversivo, e quindi inaccettabile per i
dirigenti del morente Partito comunista italiano. Quasi vent’anni dopo,
nonostante stia nascendo con il forcipe della burocrazia un partito con quel
nome, la sua presenza rimane inaccettabile. Beninteso altro discorso sono i
voti dei radicali, accettabilissimi per vincere le elezioni contro la destra
liberticida.
Che sei
persone componenti l’Ufficio di Presidenza del Partito Democratico possano
decidere sulla ammissibilità dei candidati, appellandosi al “regolamento” e
allo “spirito costituente del Pd”, è un’ulteriore conferma della volontà di
blindare le primarie, proteggendo i pavidi segretari dei Ds e della Margherita.
Il comma 4 dell’articolo 7, per chi di
voi non conoscesse a memoria l’agile
testo regolamentare , recita: “Non è
ammessa la candidatura di persone notoriamente appartenenti a forze politiche o
ad ispirazioni ideali non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito
Democratico”. Rimaniamo in attesa di
sapere in cosa gli “utili idioti” radicali e la Rosa nel pugno sono incompatibili
con il Partito democratico, e se verranno coerentemente respinti al prossimo
appuntamento elettorale.
