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Papa a Bertolaso e alla protezione civile: “Grazie per ciò che fate per noi”

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Un ringraziamento speciale, a braccio, è stato rivolto questa mattina da Benedetto XVI al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, nel corso dell'udienza con i volontari svoltasi questa mattina nell'Aula Paolo VI in Vaticano. "Saluto il dottor Guido Bertolaso, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo del Dipartimento della Protezione Civile - ha detto il Papa - e lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto a nome di tutti". Quindi ha aggiunto a braccio: "Lo ringrazio per tutto ciò che fa per la società civile e per noi tutti".

Poi il Santo Padre ha ringraziato i volontari della protezione civile: "Come non ricordare, gli interventi a favore dei terremotati di San Giuliano di Puglia e, soprattutto, dell'Abruzzo? Io stesso, visitando, nell'aprile scorso, Onna e L'Aquila, ho potuto constatare di persona con quanto impegno vi siete prodigati per assistere coloro che avevano perduto i propri cari e le abitazioni".

"E come non pensare con ammirazione - ha aggiunto il Pontefice - ai tanti volontari e volontarie che hanno garantito assistenza e sicurezza alla folla sterminata di giovani, e non solo, presente all'indimenticabile Giornata Mondiale della Gioventù del 2000, o venuta a Roma per l'ultimo saluto al Papa Giovanni Paolo II?".

"Cari volontari e volontarie della Protezione Civile: so che avete molto desiderato questo incontro; posso assicurarvi che questo era anche il mio vivo desiderio", ha detto Benedetto XVI. "Voi costituite - ha proseguito Ratzinger - una delle espressioni più recenti e mature della lunga tradizione di solidarietà che affonda le radici nell'altruismo e nella generosità del popolo italiano. Il volontariato di Protezione Civile è divenuto un fenomeno nazionale, che ha assunto caratteri di partecipazione e di organizzazione particolarmente significativi e oggi comprende circa un milione e trecentomila membri, suddivisi in oltre tremila organizzazioni".

"L'amore del prossimo non può essere delegato: lo Stato e la politica, pur con le necessarie premure per il welfare, non possono sostituirlo", ha quindi proseguito il Papa. Benedetto XVI ha poi citato quanto ha scritto nell'enciclica 'Deus caritas est': "L'amore sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore. Chi vuole sbarazzarsi dell'amore si dispone a sbarazzarsi dell'uomo in quanto uomo. Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione, di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci saranno anche situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore del prossimo". "Esso richiede - ha aggiunto - e richiederà sempre l'impegno personale e volontario. Proprio per questo, i volontari non sono dei 'tappabuchi' nella rete sociale, ma persone che veramente contribuiscono a delineare il volto umano e cristiano della società. Senza volontariato, il bene comune e la società non possono durare a lungo, poichè il loro progresso e la loro dignità dipendono in larga misura proprio da quelle persone che fanno più del loro stretto dovere".

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