Papa: terrorismo pregiudica futuro umanità

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Papa: terrorismo pregiudica futuro umanità

Papa: terrorismo pregiudica futuro umanità

11 Aprile 2008

Benedetto XVI ha parlato di terrorismo nel saluto indirizzato ai partecipanti al
Seminario internazionale organizzato dal Pontificio Consiglio
della Giustizia e della Pace sul tema: ‘Disarmo, sviluppo e pace.
Prospettive per un disarmo integrale’.

“In diverse aree del mondo
insistono tensioni e guerre, ed anche laddove non si vive la
tragedia della guerra sono però diffusi sentimenti di paura e di
insicurezza. Inoltre, fenomeni come il terrorismo su scala
mondiale rendono labile il confine tra la pace e la guerra
pregiudicando seriamente la speranza del futuro dell’umanità”: è
quanto affermato dal Papa.

“L’umanità – sottolinea Benedetto XVI – ha raggiunto un
formidabile progresso nella scienza e nella tecnica. L’ingegno
umano ha prodotto frutti impensabili solo pochi decenni fa. Al
tempo stesso, nel mondo restano aree senza un adeguato livello di
sviluppo umano e materiale; non pochi popoli e persone sono privi
dei diritti e delle libertà più elementari. Anche nelle regioni
del mondo, dove si registra un elevato livello di benessere,
sembrano allargarsi sacche di emarginazione e miseria. Il
processo mondiale di globalizzazione – rileva il Papa – se ha
aperto nuovi orizzonti, non ha forse ancora apportato i risultati
sperati. E se, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, la
famiglia umana ha dato prova di grande civiltà fondando
l’Organizzazione delle Nazioni Unite, oggi la comunità
internazionale sembra come smarrita”.

Per il Pontefice, dunque, “occorre certamente un’azione comune
sul piano politico, economico e giuridico, ma, prima ancora, è
necessaria una condivisa riflessione sul piano morale e
spirituale; appare sempre più urgente – prosegue – promuovere un
‘nuovo umanesimo’, che illumini l’uomo nella comprensione di se
stesso e del senso del proprio cammino nella storia”. “Lo
sviluppo – osserva Benedetto XVI – non può ridursi a semplice
crescita economica: esso deve comprendere la dimensione morale e
spirituale; un autentico umanesimo integrale non può che essere
al tempo stesso solidale”. “L’uomo, infatti, quando persegue il
solo benessere materiale restando chiuso nel proprio io –
conclude Ratzinger – si preclude da se stesso la via verso la
piena realizzazione e l’autentica felicità”.